C'è un'Atalanta che nel 2026 sembra una macchina da guerra: 6 partite, zero sconfitte, un solo gol subito e il scalpo della Juventus appeso alla cintura in Coppa Italia. E poi c'è un'Atalanta che, numeri alla mano, vive un paradosso quasi inspiegabile: con le "piccole", o meglio con le neopromosse, si inceppa. Oggi a Cremona non si gioca solo per i tre punti, si gioca per frantumare definitivamente questo tabù che rischia di diventare una zavorra mentale. È arrivato il momento di smettere i panni di Robin Hood (che toglie alle grandi per dare alle piccole) e di indossare quelli dello sceriffo spietato.

Quella maledetta allergia alle neopromosse. I numeri non mentono e fanno un po' male: 3 punti su 12 disponibili contro Pisa, Sassuolo e Cremonese. Nessuna vittoria. Il ricordo del 3-0 subito dal Sassuolo (ultima recita di Juric) o dei pareggi stiracchiati brucia ancora. In un mondo ideale, con quei 9 punti persi, saremmo lassù a braccetto con la Juve. Ma i "se" e i "ma" non fanno classifica. La realtà dice che la media punti crolla vertiginosamente quando l'avversario ha appena fatto il salto di categoria. Raffaele Palladino lo sa e ha lanciato l'allarme: "Basta alti e bassi". La continuità non è un optional, è l'unica via per l'Europa.

Senza il Capitano, ma con la fame della Coppa. Oggi mancheranno due pedine pesanti: Marten De Roon (il cervello) e il giovane Ahanor (la sorpresa), entrambi fermati dal Giudice Sportivo. Un problema? Forse un mese fa lo sarebbe stato. Ma dopo la notte magica contro la Juve, dove chi è entrato dalla panchina ha spaccato il mondo, la rosa ha dimostrato di avere risorse infinite. Non servono i nomi, serve lo spirito. Quello spirito "cattivo" e cinico visto mercoledì sera.

L'occasione è sul piatto d'argento. Vincere stasera non serve solo per l'orgoglio. Serve per apparecchiare la tavola in vista dell'Europa del domani che va riconquistata. Vincere per mettere Como a soli due punti, e dovrà vedersela con il Milan. Il Bologna sbuffa e perde colpi. Portare a casa il bottino pieno significherebbe mettere una pressione mostruosa sulle dirette concorrenti e trasformare la rincorsa in un sorpasso potenziale. L'entusiasmo c'è, la forma fisica pure. Ora serve solo la testa: vietato sottovalutare la Cremonese, vietato fermarsi proprio adesso che abbiamo iniziato a correre.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 07:00
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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