A volte il tabellino dei marcatori è un bugiardo raffinato, capace di nascondere la vera essenza di una partita. Nel derby vinto contro la Cremonese, il nome di Giacomo Raspadori non compare alla voce "gol", eppure la sua impronta digitale è ovunque sul match della New Balance Arena. Una prestazione "totale" che spiega, meglio di qualsiasi report di scouting, perché la famiglia Percassi non abbia esitato a staccare un assegno da 25 milioni di euro per strapparlo all'Atletico Madrid e riportarlo in Serie A. Jack non ha segnato, è vero, ma ha diretto l'orchestra con la bacchetta di un direttore esperto, confermando di essere il tassello mancante nel mosaico di Palladino.

IL FANTASISTA TOTALE: 25 MILIONI DI RAGIONI – L'assist servito a Nikola Krstovic per il vantaggio è solo la punta dell'iceberg, il momento in cui la qualità si è fatta sostanza. Ma c'è molto di più. Raspadori si è calato nel ruolo di fulcro della manovra: cuce il gioco tra centrocampo e attacco, gestisce i ritmi del possesso, vede corridoi dove altri vedono muri. È sempre coinvolto, sempre vivo. La sua capacità di mandare in porta i compagni e di rendersi pericoloso con gli inserimenti giustifica l'investimento oneroso fatto a gennaio. Non è solo un attaccante, è un facilitatore di gioco che sta alzando il tasso tecnico dell'intera squadra.

LA CONCRETEZZA: L'ULTIMO STEP PER NON RIMPIANGERE ADEMOLA – Se la regia è stata sublime, il finale è da rivedere. E qui sta il paradosso della serata: l'ex Atletico ha avuto sul piede più volte la palla del ko, trovandosi a tu per tu con Audero, ma è mancato il "killer instinct". Errori di imprecisione, forse di lucidità, che macchiano leggermente una prova altrimenti sontuosa. Per non far rimpiangere uno come Lookman, che i gol li aveva nel sangue, Jack deve diventare più cinico, più cattivo negli ultimi sedici metri. La bellezza della giocata deve sposarsi con la concretezza del risultato personale. È l'ultimo gradino da salire per diventare un top player assoluto.

DALLA PANCHINA DI MADRID ALLA MISSIONE AZZURRA – Bisogna però avere pazienza e guardare il contesto. Raspadori arriva da una prima parte di stagione in Spagna dove il minutaggio è stato ridotto al lumicino. È logico, fisiologico, che la condizione non sia ancora al 100% e che la lucidità sotto porta ne risenta. Palladino lo sa ed è fiducioso: vedere un giocatore così centrale nel progetto dopo poche settimane è già una vittoria. Ma c'è qualcun altro che sorride e prende appunti: Luciano Spalletti (o il CT in carica nella simulazione, ndr). Con i playoff mondiali alle porte – la sfida da brividi contro l'Irlanda del Nord a marzo –, avere un Raspadori in crescita esponenziale è la notizia migliore che l'Italia potesse ricevere. Se Jack aggiusta la mira, ci divertiremo tutti.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 21:35
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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