Presente tra i protagonisti della grande festa per i 118 anni dell’Atalanta e per l’inaugurazione della statua dell’Europa League, Luca Ariatti ha raccontato ai microfoni di TuttoAtalanta.com la sua emozione nel tornare a Bergamo, la città dove ha vissuto alcuni dei momenti più intensi della sua carriera. Oggi agente, l’ex difensore continua a vivere vicino allo stadio e a seguire da vicino la squadra, di cui parla con affetto e orgoglio.
Luca, che sensazioni hai provato nel tornare a Bergamo per una serata così significativa per la storia dell’Atalanta?
«È una sensazione bellissima. Calcisticamente parlando, sono stati anni splendidi, ricchi di emozioni e di crescita personale. Bergamo è diventata la mia casa: viviamo qui, nostro figlio è nato qui, e ogni partita dell’Atalanta la sentiamo, anche solo ascoltando il boato dello stadio che arriva fin sotto casa. È un legame profondo, fatto di ricordi e di quotidianità. Stasera è una festa speciale perché celebra la storia e i successi della società, ma soprattutto perché ritrovo tanti ex compagni e amici con cui ho condiviso un pezzo importante della mia vita sportiva».
Cosa rappresenta per te questa serata celebrativa, tra ex giocatori, tifosi e la statua dell’Europa League?
«È un evento meraviglioso. Devo fare i complimenti a chi lo ha organizzato, perché vedere così tanti volti della storia atalantina tutti insieme è emozionante. Ci si ritrova, si scherza, si ricordano aneddoti di spogliatoio che sembrano ieri. Ad esempio, con Stefano Colantuono stavamo scherzando poco fa, perché lui dice che deve ringraziarci per quello che abbiamo fatto in campo, ma noi pensiamo che sia lui a dover ringraziare noi (ride, ndr). È questo il bello: lo spirito di gruppo che avevamo allora lo si ritrova ancora oggi».
A proposito di gruppo e spirito: come vedi l’Atalanta di oggi?
«Sta facendo molto bene. È partita con il piede giusto e il lavoro dell’allenatore sta cominciando a dare frutti concreti. Juric ha trasmesso idee chiare e la squadra lo segue con convinzione. L’ambiente è sereno, compatto, e questo si riflette anche sul campo. I risultati parlano da soli e credo che ci siano tutti i presupposti per vivere una stagione positiva. È una società solida, organizzata e con una tifoseria fantastica, che non smette mai di sostenere la squadra. Sono convinto che l’Atalanta continuerà a crescere».
Tra sorrisi, ricordi e abbracci, Luca Ariatti ha voluto ribadire quanto Bergamo rappresenti per lui più di una semplice tappa della carriera: è casa, identità e sentimento. «L’Atalanta – ha concluso – è una famiglia che ti resta dentro. E ogni volta che torno qui, mi sembra di non essere mai andato via».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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