Il mondo del pallone si risveglia avvolto in un velo di profondo sgomento e incalcolabile tristezza. Nelle prime ore della giornata di ieri, un improvviso e fatale incidente stradale ha spezzato per sempre la vita di Alexander Manninger, ex portiere austriaco di quarantotto anni, la cui figura è rimasta indelebilmente legata al nostro campionato, lasciando l'intera comunità calcistica in un vero e proprio stato di shock.

LA DINAMICA DELLO SCHIANTO E GLI INUTILI SOCCORSI - Le ricostruzioni dell'accaduto fornite dalle autorità delineano un quadro tanto chiaro quanto agghiacciante. Il dramma si è consumato nelle immediate vicinanze di Salisburgo, in corrispondenza di un passaggio a livello purtroppo sprovvisto di barriere protettive. L'ex estremo difensore, che viaggiava solo a bordo della propria autovettura, ha attraversato i binari ignaro dell'imminente sopraggiungere di un convoglio ferroviario. L'impatto è stato devastante. A bordo del treno, oltre al macchinista, viaggiavano venticinque passeggeri, tutti fortunatamente estratti illesi dalle carrozze. Nonostante la tempestività della macchina dei soccorsi, intervenuta con prontezza anche con l'ausilio di un defibrillatore nel disperato tentativo di rianimazione, per lo sportivo non c'è stato nulla da fare. La definitiva e tristissima conferma del decesso è giunta nel primo pomeriggio attraverso un bollettino ufficiale diramato dalla polizia locale.

L'ABBRACCIO DELLA SERIE A E IL CORDOGLIO UNANIME - La drammatica notizia ha fatto rapidamente il giro del globo, scuotendo in particolar modo l'Italia, nazione che ha rappresentato a lungo una seconda e calorosa casa per il talento austriaco. Nel corso della sua lunga parabola agonistica, il guardiano ha difeso con grande affidabilità i pali di società storiche come Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia, Siena e Juventus, senza dimenticare un rapido e formale passaggio burocratico all'Udinese prima di approdare alla Vecchia Signora. Una pioggia incessante di messaggi di cordoglio ha inondato le redazioni e i social network, unendo trasversalmente club, ex compagni di spogliatoio e semplici appassionati in un unico grande dolore. Un lutto che ha toccato da vicino l'intero ecosistema della Serie A, compresa la piazza bergamasca: una tragedia che sfiora idealmente anche la formazione guidata da Raffaele Palladino, capace ogni fine settimana di far palpitare la New Balance Arena, ma oggi pronta a fermarsi in un doveroso e commosso silenzio per onorare la memoria di un grande avversario.

Un destino beffardo e crudele porta via un professionista esemplare, spegnendo per sempre il sorriso di un uomo che aveva saputo farsi apprezzare per umiltà e serietà, virtù sempre più rare nel frenetico calcio moderno.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Daniele Luongo
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