La corsa per la successione ai vertici della Federcalcio entra ufficialmente nel vivo e spazza via in un colpo solo le romantiche suggestioni delle ultime settimane. Il dato politico più dirompente emerso dalle recenti e frenetiche consultazioni romane è che nessun ex giocatore siederà sulla poltrona più ambita del pallone tricolore. Il duello per il post-Gravina, fissato per l'infuocata assemblea elettiva del prossimo 22 giugno, sarà una corsa a due esclusiva tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. A spostare gli equilibri di questa delicatissima partita a scacchi saranno i voti pesantissimi dell'Associazione Italiana Calciatori e dell'Assoallenatori, guidate rispettivamente da Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri. Due figure chiave, veri aghi della bilancia in un momento storico in cui anche piazze d'eccellenza come l'Atalanta osservano con massima attenzione le riforme che verranno varate nei palazzi del potere.

IL FASCINO DELL'EX NUMERO UNO DEL CONI - La delegazione tecnica, forte di un tesoretto elettorale pari al 30% delle preferenze complessive, ha avviato un giro di consultazioni che profuma di potenziale investitura. Il primo faccia a faccia, andato in scena al Circolo Canottieri Aniene con l'ex dominus dello sport italiano, ha lasciato in dote sensazioni estremamente positive. L'approccio di Malagò ha stregato i presenti grazie a un entusiasmo contagioso e a una visione manageriale chiara. Sul tavolo non è stato sviscerato un programma definitivo, ma i rappresentanti di giocatori e tecnici hanno dettato la loro linea inderogabile: nessuna mannaia a priori sul numero delle squadre professionistiche, bensì maglie strettissime sui requisiti finanziari per l'iscrizione ai campionati. Un assist perfetto per la Lega Serie A, che ha già blindato la candidatura del manager romano in maniera quasi plebiscitaria.

IL MURO DEI DILETTANTI E LO SCENARIO - Totalmente diverso, ma altrettanto decisivo, il clima respirato negli uffici federali durante il successivo vertice con il leader della Lega Nazionale Dilettanti. La profonda conoscenza pregressa tra le parti ha permesso di badare subito al sodo senza fronzoli. Il navigato dirigente ha spazzato via ogni dubbio o speculazione *– come riferisce La Gazzetta dello Sport –* confermando la sua ferrea volontà di tirare dritto fino in fondo, supportato dalle firme dei suoi novantanove delegati. La sua ferma intenzione di rappresentare l'anima interna e storica del sistema ha affossato definitivamente le correnti che speravano in un suo passo di lato per favorire l'ascesa di un ex atleta. Niente ribaltoni dell'ultima ora: il 34% garantito dal blocco dilettantistico resta saldamente nelle sue mani, blindando la sua corsa.

LO SPETTRO DEL COMMISSARIAMENTO EVITATO - La scacchiera è ormai apparecchiata e i sindacati di settore hanno intelligentemente deciso di non inserire un terzo incomodo. Una mossa saggia e calcolata per scongiurare la pericolosa paralisi del commissariamento, incubo ricorrente nel caso in cui nessuno dei candidati riuscisse a raggiungere la fatidica soglia del 51%. Ora la palla passa inevitabilmente a Serie B e Lega Pro, chiamate ad analizzare ai raggi X i due manifesti programmatici prima di emettere il verdetto definitivo. 

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Sezione: Serie A / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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