Evidentemente, i fantasmi del passato sanno viaggiare anche oltre oceano e resistere alle calde temperature del deserto. L'avventura saudita di Simone Inzaghi si sta trasformando in un autentico incubo a occhi aperti, ricalcando in maniera quasi drammatica il copione amaro che aveva sancito la fine della sua epopea sulla panchina dell'Inter. Alla guida dell'ambizioso e ricchissimo Al Hilal, il tecnico piacentino sta dilapidando un patrimonio sportivo inestimabile, vedendo sfumare uno dopo l'altro gli obiettivi stagionali in una spirale di delusioni che ricorda tristemente l'atto finale vissuto a Milano.
LA BEFFA ASIATICA E L'ESTASI DI MANCINI - Il colpo di grazia alle ambizioni continentali è arrivato per mano di un illustre connazionale. Nella rovente notte di lunedì, l'Al Sadd sapientemente orchestrato da Roberto Mancini ha compiuto un autentico capolavoro, eliminando a sorpresa i favoritissimi sauditi e staccando il pass per i quarti di finale della Champions League asiatica. Una serata magica per l'ex ct della Nazionale, che in un colpo solo ha estromesso l'illustre collega e ha potuto festeggiare il titolo di campione della Qatar Stars League, grazie alla contemporanea sconfitta dello Shamal. A rendere ancora più amara la pillola per il mister emiliano ci ha pensato l'errore decisivo dal dischetto del suo uomo simbolo, Karim Benzema, che ha fallito il primo dei due rigori fatali condannando i compagni all'oblio internazionale.
IL SUICIDIO SPORTIVO IN CAMPIONATO - Il vero dramma sportivo, tuttavia, si sta consumando all'interno dei confini nazionali, dove la compagine di Riad si sta rendendo protagonista di un incomprensibile harakiri. Fino al mese di gennaio, la squadra dominava la lega araba con un rassicurante vantaggio di sette lunghezze sulle inseguitrici. Il paradosso si è materializzato proprio dopo il faraonico mercato invernale, che ha portato in dote un fuoriclasse del calibro dell'attaccante francese. Invece di spiccare il volo, il gruppo si è inceppato: ben sei pareggi collezionati nelle ultime undici uscite hanno innescato un crollo verticale. Nonostante l'imbattibilità stagionale sia ancora formalmente intatta, l'Al Nassr trascinato da Cristiano Ronaldo ha prima operato il clamoroso aggancio e poi firmato una mini-fuga, portandosi a un rassicurante meno cinque che sa di sentenza definitiva per le speranze di titolo di Inzaghi.
L'ESONERO DIETRO L'ANGOLO E IL CONFRONTO OROBICO - – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'eliminazione prematura dalla coppa, da cui l'ambiente si aspettava l'immediato riscatto, rischia di essere la proverbiale goccia in grado di far traboccare il vaso. Nonostante un contratto valido per un'altra stagione, il futuro dell'allenatore è più incerto che mai e le pesanti critiche piovute già a fine febbraio potrebbero tradursi presto in un drastico esonero. Dinamiche schizofreniche tipiche dei petrodollari, che stridono fortemente con la lungimirante programmazione di club come l'Atalanta. Mentre a Bergamo Raffaele Palladino plasma con serenità il suo gioiello tecnico supportato dal calore inesauribile della New Balance Arena, in Medio Oriente i progetti miliardari rischiano di sbriciolarsi al primo, forte vento di tempesta.
Il tempo delle mele dorate in Arabia sembra essere già scaduto: per l'ex interista la strada si fa ripidissima e l'orizzonte si tinge di tinte sempre più cupe.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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