Il Paris Saint-Germain scrive un altro capitolo leggendario della propria storia recente. Nella notte del Puskás Aréna di Budapest, i parigini di Luis Enrique si aggiudicano la loro seconda Champions League consecutiva — e seconda di sempre — superando l'Arsenal ai calci di rigore per 5-4, al termine di una finale infinita che ha regalato emozioni, tensione e un tabellino che racconta solo in parte la bellezza di una serata unica. Al centro di tutto, ancora una volta, lui: Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano di Tbilisi, 25 anni, ex gioiello del Napoli, ha trascinato i suoi compagni con l'intensità e la qualità che ormai il mondo intero gli riconosce come cifra stilistica.
COME È ANDATA - La partita si apre nel peggiore dei modi per il PSG: al quinto minuto Kai Havertz sbuca sul secondo palo e insacca di testa, firmando il vantaggio dei Gunners. Il primo tempo si chiude sull'1-0, con l'Arsenal ordinato e il PSG alla ricerca di spazi. La svolta arriva nella ripresa grazie proprio a Kvaratskhelia: il georgiano si lancia in area, viene steso da Diego Mosquera — fallo netto, VAR conferma — e l'arbitro tedesco Daniel Siebert indica il dischetto. Al 63' Ousmane Dembélé si fa carico della responsabilità, spiazza David Raya e riporta tutto in parità. Nel finale i parigini sfiorano la vittoria per tre volte: il sinistro di Kvara deviato da Lewis-Skelly sul palo al 77', il tiro di Vitinha di poco alto all'88' e il contropiede di Bradley Barcola che si spegne sull'esterno della rete al 97'. I supplementari non cambiano il risultato, e la decisione viene demandata ai rigori.
DAL DISCHETTO, IL PSG È PIÙ FREDDO - Serie magistrale dei parigini, con due errori decisivi da parte dell'Arsenal: Eberechi Eze sbaglia e poi tocca a Gabriel Magalhães, che calcia alto regalando la Coppa al PSG. I parigini replicano così l'impresa della passata stagione, quando avevano travolto l'Inter 5-0 a Monaco — con Kvaratskhelia già protagonista di quella notte — completando un percorso europeo da squadra di un'altra categoria.
KVARA, LE PAROLE DEL CAMPIONE - Al triplice fischio, mentre i compagni esplodevano di gioia in campo, Kvaratskhelia ha parlato a TNT Sports con la consueta semplicità disarmante: «È davvero incredibile. Non riesco a descrivere le emozioni che provo». Poi ha aggiunto: «Sono davvero orgoglioso di far parte di questa squadra. Abbiamo vissuto una stagione difficile, ma ne siamo stati capaci. Oggi siamo campioni per due anni di fila. Ai rigori serve fortuna, ma bisogna anche lavorarci sopra e noi lo abbiamo fatto. Credo che meritassimo di vincere perché abbiamo avuto tantissime occasioni per fare gol». Parole di chi ha già vinto tutto eppure sembra avere ancora fame.
UNA STAGIONE DA NUMERI ASTRONOMICI - I dati raccontano una stagione mostruosa per l'esterno georgiano. Diciannove gol e undici assist in tutte le competizioni, con dieci reti e sette passaggi decisivi nella sola Champions League — numeri da Pallone d'Oro in discussione. Era entrato al PSG nel gennaio 2024 dal Napoli come la grande scommessa di Al-Khelaifi e Luis Enrique, e in meno di tre anni ha già vinto due Champions consecutive, una Ligue 1 e una Coppa Intercontinentale. Una bacheca che pochi, alla sua età, possono vantare.
ORA IL MONDIALE - Per Kvaratskhelia la stagione con il PSG è ufficialmente chiusa, ma il calcio non smette di chiamarlo. A giugno la Georgia affronterà il suo primo Mondiale nella storia, e Kvara ne sarà inevitabilmente il simbolo e il trascinatore. Un Mondiale che arriva nel momento di forma della sua carriera: campione d'Europa in carica, nel pieno della maturità tecnica e atletica, con la consapevolezza di chi sa già cosa significa alzare la coppa più pesante del mondo. Il palcoscenico americano aspetta il suo uomo più atteso.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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