Dove collocare Nicola Zalewski nel nuovo disegno tattico è uno dei rebus dell'Atalanta che sta cambiando pelle. Troppo offensivo per fare il terzino, troppo difensivo per essere un'ala pura: un esterno perfetto per la corsia intera del 3-4-2-1, ma di difficile collocazione ora che Maurizio Sarri ha scelto il 4-3-3. La soluzione immaginata dal Comandante è tanto sorprendente quanto affascinante: reinventarlo mezzala. E l'esame è già iniziato.

IL NUOVO RUOLO - Sin dalla prima seduta il tecnico ha piazzato l'italo-polacco sulla zolla di centrosinistra della mediana, ben più interno rispetto alle sue abitudini, lontano da quella fascia dove è solito lanciarsi in scorribande. Non è una novità assoluta, perché già all'Inter Zalewski aveva ricoperto sporadicamente quella posizione, ma mai era stata la sua collocazione di base. Ora può diventarlo, a patto che il tentativo dia i frutti sperati.

SULLA SCIA DI SAMARDŽIĆ - Cambiano movimenti e compiti un po' per tutti, ma soprattutto per lui, il difensore-attaccante chiamato a trasformarsi in centrocampista. Non a caso Sarri lo segue passo dopo passo, indicandogli ogni mansione: anche nell'amichevole con l'Under 23 di sabato si è dedicato molto al suo lavoro. Il paragone è con Lazar Samardžić, altra mezzala parzialmente reinventata, per il quale però quel mestiere è più naturale. Per Zalewski, invece, c'è da reimpostare parecchio, ma il piede educato, la buona tecnica e le idee da trequartista rendono l'operazione intrigante: giocando più dentro perde campo da attaccare in solitaria, ma può guadagnarlo con gli inserimenti.

IL PASSO INDIETRO CHE VALE UN FUTURO - Per il romano può essere la svolta della carriera in nerazzurro. Arrivato per fare il terzino a tutta fascia, aveva mostrato inizialmente qualche lacuna difensiva, salvo rilanciarsi nella seconda parte di stagione come ala sinistra dopo la partenza di Ademola Lookman. Ma con Raffaele Palladino l'impostazione era assai più difensiva – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – mentre ora alla Dea serve maggiore peso offensivo: e Zalewski non è né Lookman né Giacomo Raspadori.

UN UOMO IN MENO SUL MERCATO - Ecco perché la nuova posizione può rivelarsi la chiave di volta. La preparazione servirà a fornire risposte: se da mezzala sinistra l'esperimento riuscirà, l'Atalanta potrà permettersi di acquistare un elemento in meno, con Zalewski pronto ad alternarsi a Mario Pašalić e con Ederson e Samardžić a presidiare l'altra corsia interna. Un incastro che semplificherebbe non poco le manovre di un centrocampo tutto da ridisegnare.

LE ALTERNATIVE E L'IPOTESI ADDIO - Se invece la mossa non dovesse convincere, il ventaglio si restringe: ultima scelta tra gli esterni offensivi di sinistra o, molto più difficilmente, tra i terzini, un reparto che conta già Honest Ahanor, Giovanni Bernasconi e Sead Kolašinac. A quel punto potrebbe persino essere valutata una cessione, operazione tutt'altro che agevole viste le cifre dell'investimento: diciassette milioni spesi appena un anno fa dall'allora dirigenza guidata da Tony D'Amico.

UN'ATALANTA PIÙ OFFENSIVA - Il piano A, però, resta uno solo: riciclare e rilanciare Zalewski, che in un calcio tecnico come quello del toscano potrebbe rivelarsi un jolly prezioso. La sfida è trovargli casa in un modulo che sulla carta non sembra contemplarlo, in una fase in cui Sarri sta rimodellando abitudini e compiti di mezza rosa. Ma lo Zalewski 2.0 immaginato dal Comandante è una scommessa che può essere vinta, dentro un'Atalanta destinata comunque a essere ben più offensiva di quella targata Palladino.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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