In un'Italia del calcio che cambia faccia quasi ogni ora, c'è un club che osserva il valzer delle panchine con la calma di chi sa già cosa farà. L'Atalanta ha scelto, ha costruito e aspetta solo le ufficialità: l'annuncio di Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo è atteso tra oggi e domani, quello di Maurizio Sarri in panchina la prossima settimana. Il domino tra dirigenti e allenatori che agita la Serie A tocca la Dea solo di striscio: Bergamo ha già fatto le sue mosse, e le ha fatte bene.
D'AMICO VERSO ROMA: LA PAGINA SI È GIRATA - Il capitolo più direttamente legato all'Atalanta riguarda il futuro di Tony D'Amico. La Roma ha ufficializzato la rescissione consensuale con Frederic Massara, il direttore sportivo che aveva raggiunto Trigoria un anno fa — come sottolinea L'Eco di Bergamo — dopo una serie di risultati buoni, culminati nella qualificazione in Champions League. La via si apre così per il pescarese, che con la Dea ha scritto quattro anni di storia straordinaria: l'accordo con i giallorossi è praticamente chiuso, triennale da 1,5 milioni a stagione, e D'Amico non è più a libro paga dell'Atalanta. La chiave di tutto è Gian Piero Gasperini: il nuovo tecnico della Roma aveva già manifestato la propria preferenza per il dirigente con cui aveva lavorato a Bergamo, rifiutando Massara e spingendo con forza per ricreare l'asse che aveva alimentato nove stagioni consecutive di calcio europeo. Per Bergamo, la pagina è già girata con soddisfazione: D'Amico lascia una reputazione intatta e un'Atalanta che sa dove sta andando.
PALLADINO: FINE CORSA, MA DOVE? - Parallelamente, si attende l'annuncio formale della separazione tra l'Atalanta e Raffaele Palladino: resta da definire se sarà rescissione consensuale o esonero. Quel che è certo è che il tecnico napoletano non siederà sulla panchina del Bologna — che ha scelto tutt'altro — né tantomeno su quella del Napoli, che per il dopo-Conte ha virato con decisione su Allegri. Palladino guarda quindi altrove, aspettando che il puzzle delle panchine di Serie A termini di comporsi. Tra i nomi che circolano, quello del Sassuolo non è da escludere.
BOLOGNA, ARRIVA TEDESCO: CHI È IL TECNICO ITALO-TEDESCO - Il Bologna non ha perso tempo: poche ore dopo la rescissione consensuale con Vincenzo Italiano, il club emiliano ha praticamente chiuso con Domenico Tedesco. L'accordo è definito, un biennale con opzione per un terzo anno fino al 2029. Tedesco è un tecnico di 40 anni nato a Rossano Calabro ma cresciuto in Germania, dove ha costruito la sua carriera: Schalke 04, Spartak Mosca, RB Lipsia, poi la panchina del Belgio come commissario tecnico (dal 2023 al 2025) e la breve parentesi al Fenerbahçe. Per lui sarà l'esordio assoluto in Serie A. La sua prima candidatura al Bologna risaliva all'addio di Thiago Motta, ma all'epoca era già impegnato con i Diavoli Rossi. Un mercato degli allenatori che ha ridisegnato tutte le gerarchie della panchina italiana, dalla Capitale all'Emilia fino alla Sardegna, con l'Atalanta che aveva già completato le proprie scelte prima che il caos diventasse visibile.
IL QUADRO COMPLETO: GATTUSO, MILAN, GROSSO E AQUILANI - Il panorama della Serie A si sta delineando rapidamente. Alla Lazio è già tutto fatto: Gennaro Gattuso raccoglie l'eredità di Sarri con un contratto biennale firmato con il presidente Claudio Lotito, e il feeling tra l'ex CT della Nazionale e il club biancoceleste — che lo ha inseguito per un decennio — rende l'operazione quasi romantica. La Fiorentina è andata su Fabio Grosso, lasciando al Sassuolo il problema del sostituto: in pole c'è Alberto Aquilani, che ha guidato il Catanzaro fino alla finale playoff di Serie B e che conta estimatori anche al Torino. Il caso più complicato rimane il Milan: dopo il no di Andoni Iraola — che ha preferito aspettare offerte dalla Premier League, dal Crystal Palace o dal Bayer Leverkusen, spaventato dall'instabilità istituzionale rossonera — e il rifiuto di Xavi, la dirigenza di via Aldo Rossi valuta profili come Mauricio Pochettino (attuale CT degli USA), Matthias Jaissle e Oliver Glasner. Una panchina bollente che, per ora, nessuno sembra avere fretta di occupare.
L'ATALANTA, UN ANNO FA E OGGI: LA LEZIONE IMPARATA - Proprio questo confronto rende ancora più evidente la qualità della mossa bergamasca. Un anno fa, quando si trattò di nominare il tecnico per la stagione 2025-26, la Dea arrivò alla scelta di Ivan Juric in ritardo, in un contesto di mercato già convulso e con opzioni ridotte. L'esperienza si concluse con l'esonero di novembre, il subentro di Palladino e una stagione che ha centrato la Conference League ma lasciato l'amaro in bocca sul piano del progetto. Quest'anno è andata diversamente: il club si è mosso per tempo, ha identificato Sarri come prima scelta e lo ha chiuso prima ancora che il valzer generale si mettesse in moto. Un colpo da maestri, che ha permesso all'Atalanta di guardare dall'esterno — con tranquillità — il caos che ha travolto tutti gli altri.
Mentre la Serie A ancora cerca allenatori e dirigenti, Bergamo conta i giorni che mancano all'ufficialità. E sa già come andrà a finire.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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