C'è un pezzo di Bergamo nella carriera di Daniele Baselli, e c'è anche un affare mai andato in porto. Il centrocampista, oggi all'Al Ittifaq, si è raccontato ai microfoni di Tuttosport ripercorrendo la propria avventura granata e svelando il rimpianto più grande: quel Milan che lo aveva cercato quando ancora vestiva nerazzurro.

IL RIMPIANTO ROSSONERO - Alla domanda su cosa gli sia mancato, la risposta è netta: le occasioni per lasciare Torino ci sono state, e in qualche circostanza è rimasto perfino contro la propria volontà. «Il Milan, che già mi voleva quando ero all'Atalanta, ma non raggiunse l'accordo con Percassi», ha spiegato, indicando quel mancato trasferimento come il vero rimpianto della carriera. Poi il capitolo Cairo: il patron granata gli ha sempre voluto un bene sincero, tanto da chiedere cifre faraoniche che di fatto lo hanno inchiodato al Toro.

SETTE ANNI IN GRANATA - Il bilancio dell'esperienza torinese resta positivo, con una sola nota stonata: il modo in cui si è consumato l'addio. Per il resto, gratitudine verso tifosi e società e l'augurio di rivedere il club nelle zone alte che merita. Il ricordo più nitido porta al 2019: un'annata speciale costruita su un gruppo di ventiquattro uomini pronti a farsi male l'uno per l'altro, un'alchimia che oggi, con tanti innesti provenienti da altri campionati, è diventata rarissima. Un tema che accomuna tante piazze italiane, comprese quelle che hanno provato a rilanciarsi puntando su nomi di esperienza.

JURIC, ALLENAMENTI FOLLI - Passaggio interessante sul tecnico croato, che a Torino non lo riteneva un titolare: sei mesi senza mollare un centimetro, mai un allenamento saltato e la costante ricerca di metterlo in difficoltà. «I suoi allenamenti erano folli», ricorda l'ex nerazzurro, che di quella condizione ha fatto una molla: non essendo considerato, in settimana volava letteralmente.

L'ELOGIO A FABREGAS - Il ritratto più caloroso è però riservato allo spagnolo, conosciuto prima da compagno e poi da allenatore nell'esperienza lariana: «Mi ha dato tantissimo in poco tempo, è un allenatore prodigio». Il segreto, secondo Baselli, sta nella capacità di far sentire forte anche chi non scende in campo. La previsione è tranchant: può diventare il migliore al mondo.

Un viaggio lungo una carriera, tra maglie pesanti e treni passati troppo in fretta. Con Bergamo, sullo sfondo, come punto di partenza di tutto.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 14:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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