Il Como 1907 introduce un nuovo protocollo per la gestione del colpo di testa all'interno della propria Academy, diventando una delle prime società al mondo ad adottare una linea così rigorosa nelle categorie giovanili preparatorie. L'obiettivo è limitare gli impatti evitabili alla testa, tutelare la salute dei giovani calciatori e favorire uno sviluppo tecnico più efficace nel lungo periodo.

Il club ha spiegato che il percorso si basa su un principio chiaro: proteggere prima di tutto i giovani atleti, rimandando l'insegnamento del colpo di testa a una fase successiva della crescita, quando i ragazzi saranno pronti ad apprendere la tecnica in modo controllato.

Più tecnica e meno impatti nelle categorie di base - Nelle fasce d'età più giovani, l'attività sarà concentrata sul controllo del pallone, sulla capacità decisionale, sul tempo effettivo di gioco e su un percorso di apprendimento graduale, pensato per sviluppare fiducia e competenze tecniche senza ricorrere ai colpi di testa.

La scelta segue le più recenti linee guida dedicate al calcio giovanile, che raccomandano di ridurre l'esposizione ai colpi di testa nelle categorie inferiori, introducendo questa tecnica solo progressivamente durante il percorso di crescita dei giocatori.

Gestione attenta anche durante la settimana delle partite - Il Como ha inoltre annunciato che monitorerà con particolare attenzione il lavoro svolto in prossimità delle gare. Agli allenatori sarà infatti richiesto di evitare esercitazioni con il colpo di testa nel periodo immediatamente precedente e successivo alle partite, così da limitare ulteriormente il carico di impatti sulla testa.

Varane: "La sicurezza dei bambini deve venire prima di tutto" - A sostenere il progetto è anche Raphaël Varane, membro del Board of Education del Como 1907, che ha ribadito l'importanza di affrontare con serietà il tema degli impatti alla testa nel calcio.

«Ho parlato più volte della necessità di prendere sul serio gli impatti alla testa nel calcio e dell'assoluta importanza di proteggere i nostri bambini. Per i giovani giocatori, l'approccio migliore è fatto di regole chiare, buona formazione, consapevolezza e di una cultura in cui il benessere e la sicurezza vengano prima di tutto. Questo percorso riduce i contatti non necessari nelle età più giovani, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, e poi insegna la tecnica del colpo di testa in modo corretto, passo dopo passo, con il giusto controllo».

Sezione: Serie A / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 10:45
Autore: Daniele Luongo
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