L'Atalanta di Maurizio Sarri è sul punto di smontare il dogma che a Bergamo resisteva da un decennio: quella difesa a tre impiantata da Gian Piero Gasperini e diventata, nel tempo, un tratto identitario. Lo farà con un 4-3-3 che del sarrismo delle origini conserva poco, perché il tecnico ha smesso di inseguire l'utopia per abbracciare il pragmatismo. Ma lo farà. Ed è il segnale più eloquente di un vento che sta cambiando in Serie A.
I NUMERI NON BASTANO PIÙ, MA LA LINEA SÌ - Il punto di partenza è una tesi che Antonio Conte ha rilanciato di recente, sostenendo che i moduli abbiano perso senso e che esistano soltanto due sistemi, uno difensivo e uno offensivo. Vero fino a un certo punto: quando si difende, il modo in cui è disposto il reparto arretrato conta eccome. Tra una linea a quattro e una a tre che in fase di non possesso si trasforma in cinque passa un abisso.
LA LEZIONE DEL MONDIALE - A dirlo sono i fatti recenti. Le quattro semifinaliste della rassegna iridata americana si difendevano tutte a quattro. E quando l'Inghilterra, contro l'Argentina, si è arroccata a cinque per proteggere l'1-0, è finita travolta dalla rimonta di Lionel Messi e compagni. Discorso analogo nei club: il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, vincitore delle ultime due Champions League, si schiera a quattro, così come l'Aston Villa che ha alzato l'Europa League. In controtendenza il Crystal Palace di Oliver Glasner, capace di conquistare la Conference con la difesa a tre ma solo quindicesimo in Premier League.
L'ITALIA, PARADISO DELLA TRE - Da noi il discorso è diverso. L'Inter campione d'Italia non si muove dal 3-5-2 e l'ultima volta che ha giocato a quattro risale al 2018-19 con Luciano Spalletti: da allora sette stagioni consecutive di terzetto, tra Conte, Simone Inzaghi e Cristian Chivu. Il bilancio non è certo negativo, con tre scudetti in bacheca, ma le tre finali internazionali raggiunte sono state tutte perdute, e qualcosa vorrà dire. Un'abitudine che affonda le radici nel vecchio catenaccio, oggi ribattezzato "blocco basso" per dargli una patina di modernità: quando c'era il libero, del resto, terzino, stopper e ultimo uomo formavano già una difesa a tre. In Europa quel modello rende poco, con l'eccezione dell'Europa League vinta dall'Atalanta con il 3-4-2-1.
QUATTRO A TRE PER LA LINEA A QUATTRO - Ma qualcosa sta cambiando, e il merito è di due allenatori toscani. Guardando alle prime sette classificate dello scorso campionato, oggi il conteggio sorride alla difesa a quattro per 4-3, proprio grazie ai due cambi di panchina: Massimiliano Allegri al Napoli e Sarri all'Atalanta hanno ridotto i centrali da tre a due, ripristinando i vecchi terzini. Non senza fatica: gli azzurri, abituati al terzismo del biennio di Conte, hanno palesato squilibri difensivi nel 3-1 incassato in amichevole dall'Arezzo neopromosso in B. La speranza è che Allegri non si scoraggi rifugiandosi nel porto sicuro del 3-5-2, il sistema con cui al Milan aveva mancato la qualificazione Champions.
IL COMO DI FABREGAS FA SCUOLA - Tra le squadre schierate a quattro spicca poi il Como di Cesc Fàbregas, spagnolo di scuola Barcellona e per formazione refrattario al terzetto, anche se qualche volta capita che i lariani si dispongano così. Un po' come la Juventus di Spalletti, e qui il ragionamento di Conte torna attuale: si difende a quattro e si costruisce a tre o a due, perché i giocatori si muovono e si concatenano, non sono pedine fisse. Il Como resta la squadra più avanti nel percorso, con Fàbregas che insegna il proprio calcio da tre stagioni: il suo vero problema, semmai, sarà gestire il doppio impegno tra campionato e Champions.
GLI INTEGRALISTI DELLA TRE - Resistono, naturalmente, i fedelissimi del vecchio credo. In testa proprio Gian Piero Gasperini, il cui format collaudato, fatto di aggressività e chilometri, ha riportato la Roma in Champions con l'obiettivo dichiarato di puntare allo scudetto. Accanto a lui Ruben Amorim, nuovo tecnico del Milan, che al 3-4-2-1 è affezionato quanto il collega e ne condivide i principi: riaggressione e verticalizzazione. Perché la difesa a tre – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – non è affatto un marchio d'infamia: decisivo è ciò che le ruota attorno.
Resta il fatto che a Bergamo sta per compiersi una rivoluzione silenziosa. Maurizio Sarri ha scelto la sua strada, e il 4-3-3 che cambierà il volto dell'Atalanta è ormai realtà. Con l'avvertenza che il calcio d'estate inganna: ciò che si vede a luglio non sempre sopravvive all'inverno.
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Altre notizie - Serie A
Altre notizie
- 12:30 Primavera contro l'Inter, Under 23 dopo lo Spezia: il weekend del vivaio
- 12:15 Atalanta, otto partite per cambiare marcia: a gennaio possibili interventi sul mercato
- 12:00 Scamacca e Krstović, la concorrenza ritrovata: due centravanti per una squadra che non segna
- 11:45 Atalanta in difficoltà, non è soltanto una questione di risultati: emergono problemi in campo e nello spogliatoio
- 11:30 La notte di Champions vista da Bergamo: l'Inter si rialza a Rotterdam, la Roma crolla a Manchester
- 11:15 Top 2008, Wenger incorona un ex Atalanta e un altro italiano
- 11:00 Conference League, il cammino della Dea: tre punti, due partite e un girone da raddrizzare
- 10:45 Atalanta, la Curva Nord non abbandona la squadra: Bergamo dà una lezione di tifo
- 10:30 Atalanta, tutti a confronto dopo il ko: il ritiro diventa un'occasione per ripartire
- 10:00 Probabili formazioniAtalanta-Kairat, le probabili formazioni: Samardžić verso una maglia dal 1'
- 09:30 Atalanta, Sarri resta al comando: niente esonero, la società punta sulla continuità
- 09:00 Atalanta-Kairat, arbitra l'austriaco Weinberger: squadra arbitrale tutta austriaca
- 08:00 ZingoniaBuongiorno Dea: la vigilia del Kairat e il ritorno di Scamacca
- 07:15 Esclusiva TAESCLUSIVA TA - Luca Gritti: "Contestare fa parte del gioco, ma non puoi abbandonare la barca"
- 07:00 ZingoniaIl ritiro, giorno due: la prima seduta, la notte al Bortolotti e un gruppo che si guarda in faccia
- 06:45 PRIMA PAGINA - L'Eco di Bergamo: "Atalanta in crisi. Ora due partite molto delicate"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Corriere di Bergamo: "Sarri resta, a Natale le decisioni. Fiducia a Giuntoli"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Tuttosport: "120 milioni per il mercato"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Corriere dello Sport: "E Chivu risponde"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Gazzetta dello Sport: "Vera Inter"
- 06:15 DirettaElmas presenta Atalanta-Kairat: la conferenza del macedone alla vigilia dalle 14
- 06:15 DirettaSarri presenta Atalanta-Kairat: la conferenza stampa della vigilia dalle 14
- 23:30 Atalanta-Kairat, dove vederla: orario, tv, streaming e tutto quello che serve
- 23:15 Dal 4-0 di gennaio allo 0-3 di novembre: nove mesi, due Atalanta
- 23:15 Gasperini e de Roon, il déjà-vu di Old Trafford costa caro
- 23:01 Raphinha aggancia Lewandowski: è terzo nella storia del Barcellona in Champions
- 23:00 Feyenoord-Inter 0-3, Bisseck, Pio Esposito e Zieliński: Chivu ritrova la sua squadra
- 23:00 Manchester United-Roma 3-2, Cunha ribalta i giallorossi in tre minuti
- 22:30 Plaia, Levak e Sonzogni: i tre ragazzi che aspettano il loro turno
- 22:00 Il nove isolato: Krstović e il peso di essere l'unico centravanti
- 21:30 Pašalić, il tunnel e la mediana obbligata: il prezzo di un centrocampo senza ricambi
- 21:00 Dieci assenti e nessun alibi: il dossier infortuni di Zingonia
- 20:45 Il turnover per il Kairat: chi gioca giovedì in una squadra che non può ruotare
- 20:15 Esclusiva TAMezzo gol atteso, tre segnati: la radiografia di una serata che non torna
- 20:15 Ferrieri Caputi offesa al Sinigaglia: Chiné apre un'inchiesta
- 20:02 ZingoniaAtalanta-Kairat, la vigilia: Sarri ed Elmas in conferenza alle 14
- 20:00 Monza-Atalanta, domenica: Juric contro il suo passato, con due squadre in crisi
- 20:00 Champions / Feyenoord-Inter, le formazioni ufficiali
- 20:00 Champions / Manchester United-Roma, le formazioni ufficiali: Gollini out
- 19:30 Kairat Almaty, il profilo dell'avversario: un anno fa la Champions, oggi l'1-5 con il Panathinaikos
- 19:00 Esclusiva TAL'Under 23 serve più alla prima squadra che a se stessa, e non è un difetto
- 18:45 Champions League, le italiane alle 21: l'Inter a Rotterdam, la Roma a Old Trafford
- 18:30 Lontani e Fabbian, i due uomini del Parma che hanno spento Bergamo
- 18:00 ZingoniaIl punto delle 18: Zingonia chiusa, la Champions alle 21, la vigilia del Kairat domani
- 17:30 De Ketelaere, tre tiri senza specchio: il paradosso del genio
- 17:00 Esclusiva TALa Primavera e il tempo che non c'è: sette punti non sono un incidente
- 16:33 ZingoniaScamacca torna in gruppo: la Dea prepara il Kairat in ritiro
- 16:30 Le pagelle dello 0-3: Zappacosta affonda, De Ketelaere spreca, nessuno si salva
- 16:00 Sarri e Juric, il confronto dopo dieci giornate: 11 punti contro 13, e lo stesso 0-3
- 15:45 Fuorigioco, autogol e sostituzione: la notte più difficile di Zappacosta
