L'Inter ha deciso di puntare cento milioni di euro sulle proprie strutture, con un progetto destinato a cambiare il volto di Appiano Gentile e Interello. Un investimento imponente che affianca il percorso sportivo e che nasce da una convinzione precisa: lo sviluppo degli asset immobiliari è tanto decisivo quanto il lavoro sul campo. Una strategia di lungo periodo, ma anche una questione di visione e filosofia, valori centrali per la proprietà e per il presidente Giuseppe Marotta.

IL NUOVO EDIFICIO DELLA PRIMA SQUADRA - Il cuore dell'intervento alla Pinetina è la riqualificazione dello stabile che ospita il gruppo di Cristian Chivu. Diventerà un building di ultima generazione, innovativo e fortemente tecnologico, pensato per rispondere alle esigenze sportive e di recupero dei calciatori: nuovo spogliatoio e un'area recovery completa di piscina riabilitativa, vasche, sauna e bagno turco. Un salto di qualità che punta a mettere il benessere dell'atleta al centro di ogni scelta progettuale.

L'INNOVATION HUB E IL LAVORO SULLA MENTE - Gli edifici già esistenti verranno invece ristrutturati creando spazi tematici, primo fra tutti l'"Innovation Hub": un polo dedicato alle competenze specialistiche, dove integrare dati, video e strumenti tecnologici a supporto degli staff. Accanto alla performance, però, il club guarda anche alla sfera psicologica, ormai sempre più determinante nella vita dello sportivo. In quest'ottica, dall'anno scorso è stato avviato il protocollo "Mental economy" del professor Ceccarelli, già al lavoro con atleti di primissimo piano come Jannik Sinner e con piloti di Formula 1.

UNA CASA PER L'UNDER 23 - Da ottobre, sempre ad Appiano, prenderà forma un altro fabbricato, questa volta destinato alla seconda squadra: palestra, area fisioterapica, sala video e una tribuna coperta con annessa sala ospitalità, che durante la stagione fungerà anche da punto ristorazione per il gruppo. A completare il quadro arriverà un quinto campo da gioco, che diventerà il terreno di lavoro dell'Under 23. L'ultimo passaggio riguarderà l'edificio principale, dove troverà spazio una sala conferenze capace di accogliere ottanta giornalisti e un'intera area dedicata ai media. A Interello, intanto, ha già visto la luce una nuova struttura per la squadra femminile.

I TEMPI DELL'OPERAZIONE - Sul fronte delle scadenze, il primo traguardo è vicino: al rientro dalla tournée asiatica, il tecnico e i suoi troveranno pronto l'edificio della prima squadra. Per il resto, la proprietà e il football operations director Marco Benetti – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – hanno fissato un orizzonte di circa due anni. Un biennio per proiettarsi nel futuro e lasciare in eredità impianti capaci di soddisfare l'Inter di oggi anticipando quella di domani. Una linea che il club porta avanti da tempo, come emerso anche nelle riflessioni interne sulla crescita del gruppo.

UN MODELLO CHE FA SCUOLA - Il piano nerazzurro si inserisce in una tendenza sempre più diffusa nel calcio italiano, dove i centri sportivi sono diventati asset strategici al pari degli stadi. Un tema che tocca da vicino anche le realtà che sul proprio quartier generale hanno costruito un'identità, e che a Milano si intreccia con altre partite ancora aperte, dal mercato al futuro di Alessandro Bastoni e degli altri pilastri della rosa.

Due anni per lanciarsi nel domani. E per lasciare un'eredità fatta di mattoni, prima ancora che di trofei.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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