Il Fondo di Accantonamento delle Indennità di Fine Carriera per i Giocatori e gli Allenatori di Calcio incassa una vittoria che vale 1,9 milioni di euro. Il Tribunale di Roma ha respinto integralmente le domande presentate da Centurion Global Fund contro Sport Invest 2000 S.p.A., società immobiliare interamente partecipata dall'ente: la pronuncia, emessa il 4 luglio, chiude almeno in primo grado una controversia nata attorno a un'operazione da 3,8 milioni complessivi.

LA VICENDA IMMOBILIARE - Tutto risale al marzo 2020, quando le parti sottoscrissero un preliminare per la compravendita di un complesso immobiliare a Roma. Nell'ambito dell'accordo Centurion versò una caparra confirmatoria da 1,9 milioni, esattamente la metà del prezzo pattuito. Il rogito, però, non venne mai perfezionato entro il termine contrattuale, peraltro già prorogato una volta.

IL NODO DEL RECESSO - Da lì il contenzioso. Centurion si è rivolta al giudice chiedendo la restituzione della somma, mentre Sport Invest 2000 ha difeso la legittimità del proprio recesso e il conseguente diritto a trattenere la caparra. Il Tribunale capitolino ha sposato la ricostruzione della società partecipata dal Fondo – secondo i documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza –, riconoscendo che la facoltà di recesso era stata esercitata correttamente dopo la scadenza del termine.

NIENTE ERRORE, NIENTE IMPOSSIBILITÀ - La sentenza ha escluso anche le altre strade tentate dalla controparte: nessun errore essenziale capace di annullare il preliminare, nessuna sopravvenuta impossibilità della prestazione in grado di liberare Centurion dagli obblighi assunti. Oltre al rigetto delle domande, il giudice ha condannato il fondo al pagamento delle spese processuali, quantificate in 29.500 euro più gli accessori di legge.

PERCHÉ CONTA PER IL FONDO - Il rilievo della decisione va oltre il singolo caso. L'ente controlla integralmente Sport Invest 2000 e attraverso quella società gestisce una parte del proprio patrimonio immobiliare: evitare un esborso di quella portata significa tutelare risorse destinate agli iscritti. Un principio che, in scala diversa, vale per qualsiasi bilancio del calcio italiano: quello che non esce pesa quanto quello che entra.

CHI È SPORT INVEST 2000 - Costituita nel 1993, la società opera nella gestione e nella valorizzazione immobiliare. Nacque con l'acquisizione dell'edificio romano che tuttora ospita sia la propria sede sia quella del Fondo, all'interno di una strategia di diversificazione rispetto alla sola gestione delle disponibilità finanziarie. Una logica di prudenza patrimoniale non troppo distante da quella che i club più solidi applicano ai propri conti.

I CONTI DELL'ENTE - Il rendiconto economico relativo al 2025, pubblicato sul sito dell'ente il 10 luglio, descrive una situazione patrimoniale solida e risorse ritenute sufficienti a coprire le indennità maturate dagli iscritti. Negli ultimi anni il Fondo ha inoltre potenziato gli strumenti di trasparenza, consentendo a calciatori e tecnici di consultare online posizione contributiva, versamenti effettuati e documentazione economico-finanziaria: un'attenzione ai numeri che il calcio italiano ha imparato a considerare decisiva.

Il compito dell'ente resta quello di sempre: accantonare e amministrare le risorse necessarie a pagare le indennità di fine carriera a calciatori professionisti e allenatori aventi diritto. Una sentenza in meno da temere, e un capitale in più da tutelare.

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Sezione: Altre news / Data: Ven 24 luglio 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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