La prima reazione è stata di incredulità. Una battuta, una provocazione, quasi un pesce d'aprile fuori stagione. E invece, secondo quanto riportato dal New York Post, Donald Trump starebbe valutando la candidatura del presidente della Fifa, Gianni Infantino, come futuro Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il quotidiano statunitense, citando fonti vicine alla Casa Bianca, sostiene che il leader americano consideri il dirigente svizzero una figura «rispettata» e persino più adatta degli altri sei candidati indicati per raccogliere l'eredità del portoghese António Guterres, il cui secondo e ultimo mandato terminerà il 31 dicembre.

Un'ipotesi che divide - L'idea ha inevitabilmente alimentato il dibattito. Il ruolo di Segretario Generale dell'Onu rappresenta uno degli incarichi più delicati e prestigiosi della diplomazia internazionale, ricoperto in passato da personalità come U Thant, Boutros Boutros-Ghali, Kofi Annan e Ban Ki-moon.

In questo contesto, l'eventuale candidatura di Infantino appare a molti quanto meno sorprendente. Il presidente della Fifa è infatti noto soprattutto per la sua attività nel governo del calcio mondiale, tra decisioni discusse come l'allargamento del Mondiale da 32 a 48 squadre e altre scelte che hanno spesso diviso opinione pubblica e addetti ai lavori.

Il rapporto privilegiato con Trump - Che tra Trump e Infantino esista un rapporto stretto non è una novità. I due hanno più volte mostrato sintonia in occasione di eventi ufficiali e incontri istituzionali.

A inizio anno il numero uno della Fifa ha consegnato al presidente degli Stati Uniti il primo Premio per la Pace della Fifa, motivandolo come un riconoscimento per le sue «azioni eccezionali a favore della pace e dell'unità». Una decisione che ha suscitato numerose polemiche a livello internazionale, soprattutto alla luce della politica estera americana e delle operazioni militari condotte negli ultimi anni.

Gli altri candidati - Secondo le indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, tra i possibili successori di Guterres figurano anche Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, l'ex presidente del Cile Michelle Bachelet e María Fernanda Espinosa, già presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed ex ministro degli Esteri e della Difesa dell'Ecuador.

Per il momento si tratta soltanto di un'ipotesi, ma il solo accostamento tra Gianni Infantino e la guida delle Nazioni Unite è bastato per accendere il dibattito ben oltre i confini del calcio.

Sezione: Altre news / Data: Gio 23 luglio 2026 alle 12:00
Autore: Daniele Luongo
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