Cinquant'anni di amore nerazzurro raccontati in un post e in un filmato rarissimo. Daniele Belotti, storico tifoso dell'Atalanta, anima e cuore della Curva, ha celebrato la sottoscrizione del suo 50° abbonamento alla Dea pubblicando sui social un introvabile filmato d'epoca dello spareggio di Genova del 29 giugno 1977 contro il Cagliari, la sfida che riportò la Dea in Serie A. Un documento ricercato per anni dagli appassionati e dagli storici del tifo atalantino. Belotti ha ripercorso in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com quei ricordi indelebili, raccontando anche le emozioni per la nuova stagione che sta per cominciare.

Daniele, 50 abbonamenti e 50 anni da quella straordinaria stagione 1976-77 culminata con l'indimenticabile spareggio di Genova. Che ricordi conservi?
«Mi metto nei panni di chi quei tempi non li ha vissuti o magari li ricorda appena. Io avevo 8 anni. Prima dell'era Gasperini e delle vittorie di Mondonico, il campionato più entusiasmante era stato quello della stagione 1976-77. Eravamo in Serie B, ma fu una cavalcata straordinaria, vissuta con un entusiasmo incredibile. Ci giocammo la promozione agli spareggi con Pescara e Cagliari. Parliamo della fine di giugno e dei primi di luglio del 1977. Fino alle grandi trasferte delle finali di Coppa Italia a Roma, quella di Genova era stata la trasferta più partecipata della storia atalantina. Il 29 giugno 1977 arrivarono nel capoluogo ligure circa 13.000 tifosi nerazzurri, con una carovana di circa 120 pullman organizzata dal Club Amici.
Gli organizzatori, però, non avevano calcolato bene i tempi. La partita iniziava alle 17.40 e già alla partenza ci furono i primi problemi: il primo ingorgo al semaforo di via Paleocapa, poi al casello autostradale di Bergamo, ma soprattutto all'uscita a Genova, dove arrivarono tutti insieme i 120 pullman. Non esisteva ancora il Telepass. Il risultato fu che buona parte dei tifosi bergamaschi entrò allo stadio soltanto nel secondo tempo. Per fortuna tutti e tre i gol della partita, vinta 2-1 dall'Atalanta, arrivarono proprio nella ripresa».

Per l'occasione hai pubblicato sui social un rarissimo filmato dei gol realizzati in quello spareggio. Come sei riuscito a recuperarlo?
«Era uno di quei filmati che i collezionisti e gli storici del tifo atalantino cercavano da anni. Anch'io avevo provato a recuperarlo nella biblioteca Rai di Roma, ma avevo trovato soltanto un minuto circa con le formazioni annunciate da Bruno Pizzul. Per un problema di registrazione era rimasto soltanto quel frammento, che avevamo anche proiettato durante una delle ultime Feste della Dea.
Nei giorni scorsi mi hanno suggerito di cercare tra le trasmissioni sportive dell'epoca e sono riuscito a recuperare le immagini con i tre gol della partita. È davvero un pezzo da museo, un documento storico di enorme valore per tutti i tifosi atalantini».

Venendo al presente, che idea ti sei fatto della nuova Atalanta di Maurizio Sarri e quali sono le tue aspettative?
«Le aspettative sono sicuramente alte. Sarri non è certo l'ultimo arrivato. È un grande allenatore e la corsa agli abbonamenti dimostra che c'è ancora una grandissima voglia di Atalanta.
Il fatto che sia rimasto Ederson è sicuramente positivo. Dispiace un po' per la cessione di Palestra, perché ha dimostrato di avere qualità importanti, ma davanti a certe cifre è difficile dire di no. Adesso sarà fondamentale capire come verranno reinvestite le risorse e soprattutto mi auguro che, come ha dichiarato Giuntoli, non vengano ceduti altri giocatori fondamentali, nonostante il mancato introito dei 45 milioni per la mancata cessione di Ederson. Mi riferisco all'ossatura della squadra, da Carnesecchi a De Ketelaere, fino a Scalvini. Sarebbe un segnale fortissimo per tutta la tifoseria».

Dopo mezzo secolo di stadio vissuto da protagonista, che entusiasmo percepisci oggi tra i tifosi nerazzurri?
«L'entusiasmo negli ultimi anni non è mai mancato e anche questa stagione è iniziata con grandissime aspettative. C'è poi la novità della Conference League, che magari non ci porterà a giocare a Parigi, Madrid, Barcellona o Monaco di Baviera, ma ci farà vivere trasferte nuove in Paesi come Moldavia, Bulgaria o magari Kazakistan. Sono esperienze che un tifoso vive con grande curiosità».

Cinquant'anni di abbonamento rappresentano un traguardo straordinario, ma per Daniele Belotti sono soprattutto la testimonianza di una passione mai venuta meno. Dai gradoni del vecchio Comunale fino alla moderna New Balance Arena, passando per lo storico spareggio di Genova e le notti europee, il filo conduttore è rimasto sempre lo stesso: un amore incondizionato per l'Atalanta che continua a rinnovarsi, stagione dopo stagione.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 22 luglio 2026 alle 07:15
Autore: Claudia Esposito
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