Alessio Romagnoli si è ritrovato di nuovo a Formello, e non era questo il finale che aveva in mente. Il passaggio all'Al-Sadd è saltato per la seconda volta in sei mesi, esattamente come a gennaio, e ieri pomeriggio il difensore di Anzio ha svolto il primo allenamento stagionale con la Lazio agli ordini di Gennaro Gattuso. Non in Austria, dove i qatarioti stanno preparando la stagione, ma nel centro sportivo biancoceleste.

UNA STORIA CHE NON SI CHIUDE - C'è quasi un paradosso in questa vicenda. La stessa forza di gravità che quattro anni fa spinse il centrale ad abbracciare la squadra per cui tifava da bambino — rinunciando a guadagnare di più altrove — sembra oggi impedirgli di volare via, riportandolo puntualmente a casa. Un legame che quando nacque fu sofferto e agognato, e che adesso, nel momento in cui dovrebbe sciogliersi, diventa quasi drammatico.

IL MOTIVO DEL DIETROFRONT - L'intesa era stata definita nei minimi dettagli: sei milioni netti a stagione per tre anni al giocatore, tre milioni di indennizzo alla Lazio. Mancavano soltanto le visite mediche e l'annuncio, ma la convocazione non è mai arrivata. La ragione è emersa solo negli ultimi giorni: in Qatar è in vigore un parziale blocco agli investimenti verso l'estero a causa del conflitto in corso nel Golfo Persico. Da qui la richiesta dell'Al-Sadd di rivedere i termini di pagamento — non più due rate entro quest'anno, ma entrambe posticipate di dodici mesi, a luglio e dicembre 2027. La risposta del club capitolino è stata un no netto, seguito dalla convocazione del difensore per il ritiro.

IL PRECEDENTE DI GENNAIO - Per il classe 1995 è la seconda beffa nel giro di pochi mesi. A gennaio l'operazione era già stata chiusa — stesso triennale da sei milioni, indennizzo più alto per la Lazio, circa sette — al punto che il 24 gennaio, dopo il match di Lecce, Romagnoli andò sotto la curva a salutare i tifosi. Poi le parole dell'allora tecnico Maurizio Sarri — «senza di lui l'obiettivo diventa la salvezza» — convinsero il presidente Claudio Lotito a far saltare tutto. Nell'ultimo giorno di mercato invernale, caduto il veto, il club provò a riaprire, ma la trattativa si arenò sul rifiuto del giocatore di rinunciare alle ultime mensilità.

LE PAROLE DELL'ENTOURAGE - «Non so cosa sia successo, comunque adesso mi allenerò con la Lazio», ha commentato il difensore dopo le visite mediche. Più articolata la posizione dell'agente Vincenzo Raiola, che ha spiegato come si stia attendendo che il ministero qatariota sblocchi il budget dei club: la pista resta dunque aperta, pur con tempistiche incerte, e — ha aggiunto — al momento un futuro alla Lazio non è nei pensieri. La società, però, è stata categorica con il suo entourage: se i termini di pagamento non saranno quelli pattuiti, non se ne farà nulla.

LA LAZIO CERCA IL SOSTITUTO - I margini appaiono strettissimi, ma una via d'uscita potrebbe ancora esserci – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport –. E infatti Formello continua a lavorare sul rimpiazzo: raffreddata la pista che porta allo spagnolo Domínguez, vista l'ampia distanza tra domanda e offerta con la Dinamo Zagabria, salgono le quotazioni del diciannovenne danese Noah Markmann del Nordsjælland. Costa cinque milioni e nel club sono convinti abbia un grande futuro: se l'affare con i qatarioti si sblocca, arriverà lui. Per l'attacco, invece, torna d'attualità il milanista Santiago Gimenez, operazione complicata ma che i biancocelesti vogliono tentare.

Nel frattempo il difensore continua ad aspettare, con la valigia mezza aperta e la maglia di sempre addosso. Un limbo che condiziona anche il mercato altrui, a cominciare da chi, come Sarri, lo conosce bene.

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Sezione: Calciomercato / Data: Ven 24 luglio 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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