Il momento tanto atteso è arrivato. L'Atalanta ha ufficializzato il nome del suo nuovo direttore sportivo, e il nome è quello che Bergamo si aspettava: Cristiano Giuntoli. Con un comunicato emesso questa mattina, il club nerazzurro ha annunciato l'inserimento del dirigente fiorentino nel proprio organigramma societario. Inizia ufficialmente una nuova era.

DA CALCIATORE A COSTRUTTORE: UN PERCORSO UNICO - Per capire Cristiano Giuntoli, bisogna partire dall'inizio. Nato a Firenze il 12 febbraio 1972, ha vissuto il calcio dal basso prima di impararlo dall'alto: difensore nelle categorie minori — Serie C e Serie D — per quasi vent'anni, con le maglie di Colligiana, Imperia, Latina, Savona, Sanremese e altre ancora. Si è ritirato al termine della stagione 2008-09 senza aver mai calcato i palcoscenici della massima serie. Quella, però, sarebbe arrivata dopo: non come calciatore, ma come architetto. Ha frequentato Coverciano, preso il patentino e poi, a 36 anni, ha scelto la strada della dirigenza sportiva. Diciotto anni dopo, siede sulla scrivania dell'Atalanta.

IL MIRACOLO DI CARPI: LA FAVOLA CHE LO HA CONSACRATO - La prima tappa significativa fu allo Spezia, dove contribuì alla promozione del club ligure in Serie B prima di compiere il salto che avrebbe definito la sua reputazione. All'Carpi arrivò nell'estate del 2009, inizialmente come vice, poi promosso a responsabile dell'area tecnica già nell'autunno dello stesso anno. Da quel momento in poi si scrisse una delle pagine più improbabili e straordinarie del calcio italiano: quattro promozioni in cinque anni, dalla Serie D alla prima storica partecipazione alla Serie A nella storia del club emiliano. Un percorso che aveva dell'incredibile — chi sale dalla quarta serie alla prima in così poco tempo? — costruito con intuizioni di mercato, budget risicati e una visione di lungo periodo che nessuno, all'epoca, sembrava credere davvero realizzabile. Il calcio italiano di colpo si accorse che quel signore cresciuto a Pescara che lavorava in una piccola città dell'Emilia era forse il più brillante talent scout della sua generazione.

NAPOLI, IL CAPITOLO DA MANUALE: SARRI, LA COPPA ITALIA E LO SCUDETTO - Nel 2015 il grande salto: Aurelio De Laurentiis lo chiamò a Napoli, e da quel momento il curriculum di Giuntoli divenne un caso di studio per le università di scienze motorie e management sportivo. In otto anni all'ombra del Vesuvio, il dirigente fiorentino costruì squadre bellis­sime e competitive: la più memorabile fu quella affidata a Maurizio Sarri, che nella stagione 2017/18 riscrisse ogni record possibile con 91 punti in classifica — un'impresa rimasta nella memoria collettiva del calcio italiano. Poi la Coppa Italia nel 2019/20, vinta con Gattuso in panchina. Infine il capolavoro assoluto: lo scudetto 2022/23, il terzo della storia del Napoli, il primo dopo trentaré anni dall'era Maradona. Giuntoli lasciava Napoli da campione d'Italia. Con la coscienza pulita di chi aveva fatto esattamente quello che gli era stato chiesto.

LA PARENTESI JUVENTUS: DUE ANNI TRA LUCI E OMBRE - Con una carriera costruita sulla capacità di lavorare con orizzonti chiari, bilanci sani e progettualità autentica, arrivare alla Juventus nell'estate del 2023 significava misurarsi con un contesto radicalmente diverso. A Torino Giuntoli assunse il ruolo di Managing Director Football, figura ibrida che lo poneva al crocevia tra la direzione tecnica e quella strategica. Il primo anno portò la Coppa Italia 2023/24, un trofeo reale. Il secondo fu più complicato: la mancata qualificazione in Champions League, tensioni interne e scelte di mercato che non convinsero tutti. Al termine della stagione 2024/25, la separazione. Nessun dramma: due stagioni difficili in un contesto difficile, con un trofeo in bacheca. Si ricomincia da Bergamo.

PERCHÉ L'ATALANTA È LA SCELTA GIUSTA - La Dea rappresenta per Giuntoli il contesto in cui può esprimere il meglio di sé: una proprietà solida e ambiziosa — la famiglia Percassi e la famiglia Pagliuca, che ha creduto nel progetto bergamasco già nel 2022 — bilanci in ordine, una filosofia di scouting rigorosa e un allenatore con cui ha già scritto pagine memorabili. L'attesa ufficializzazione di Maurizio Sarri in panchina non è un dettaglio: Giuntoli e il Comandante si sono già trovati a Napoli, hanno già dimostrato di saper lavorare insieme costruendo qualcosa di straordinario. A Bergamo quella chimica potrebbe tornare ad accendersi, in un club che ha tutto per essere il palcoscenico ideale della prossima stagione a grande firma del dirigente fiorentino. Il contratto triennale racconta le aspettative di lungo periodo: non una tappa di passaggio, ma un progetto.

«La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club nerazzurro rivolgono un caloroso benvenuto al Direttore Giuntoli, augurandogli buon lavoro» si legge nel comunicato ufficiale. A Zingonia, quella scrivania aspettava solo il proprietario giusto.

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Sezione: Copertina / Data: Sab 30 maggio 2026 alle 13:03
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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