L'Atalanta riparte da Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli, la coppia che a Napoli aveva sfiorato l'impresa più grande. Prima il direttore sportivo, poi il tecnico da lui fortemente voluto: nel giro di poche ore Bergamo ha conosciuto i due volti del nuovo corso nerazzurro, quelli che riportano in vita un sodalizio già scritto nella storia recente del calcio italiano.

IL PRECEDENTE PARTENOPEO - Quell'asse, ai tempi, aveva provato a strappare lo Scudetto alla Juventus nel pieno del ciclo dei nove titoli consecutivi. Impresa fallita sul filo, ma non sterile: da quelle fondamenta ideologiche sono nati i successi che il Napoli avrebbe raccolto negli anni seguenti. Un lascito che ora Giuntoli e il suo allenatore provano a trapiantare a Zingonia.

DAL GASPERINISMO AL 4-3-3 - Quella parentesi, però, appartiene al passato, e nemmeno Sarri ragiona diversamente sul proprio impatto nel mondo nerazzurro. Dopo dieci anni di Gasperinismo — chiusi lo scorso anno dall'accoppiata di "figliocci" Ivan Juric e Raffaele Palladino — arriva la vera inversione di rotta, tattica prima ancora che culturale.

LE PAROLE DEL TECNICO - Il diretto interessato non si nasconde. «Sono venuto a Bergamo per la stima dimostrata nei miei confronti», ha spiegato, elencando ciò che lo ha colpito: lo stadio, Zingonia, il clima, il modo in cui il club lavora. Poi l'ammissione senza filtri sul solco che lo separa dal passato: «Chiaro che la mia filosofia è molto differente, ma la priorità è vedere una buona Atalanta». La ricetta, per lui, è una sola: «Voglio vedere una squadra che lavora durante la settimana: ho dei ragazzi determinati e voglio che si calino nella mentalità giusta».

IL MERCATO E L'INTESA COL DIRETTORE - Impossibile non chiedergli del mercato, il primo targato Giuntoli. La risposta è una fotografia di equilibrio: «Mi aspetto una stagione tanto difficile quanto importante. I mezzi ci sono per fare bene, ma dobbiamo lavorare». E sull'intesa con il dirigente, nessun dubbio: «Il mio direttore sa cosa penso e le caratteristiche dei giocatori per il mio gioco, poi è vero che l'Atalanta ha la sua filosofia». Quanto alla rosa, la qualità c'è già: «Poi sul mercato staremo a vedere».

Un ciclo si chiude, un altro comincia. E stavolta a Bergamo il vocabolario cambia insieme al modulo.

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Sezione: Copertina / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 01:07
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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