L'Atalanta ha un nome scritto in testa alla propria lista per il centrocampo, e quel nome è Ardon Jashari. Il centrocampista svizzero del Milan è l'uomo che Cristiano Giuntoli vuole consegnare a Maurizio Sarri, perché nel disegno del tecnico toscano incastra ovunque: davanti alla difesa o da mezzala, con la stessa naturalezza.
IL REGISTA CHE IL CALCIO AVEVA ARCHIVIATO - Il gioco di Sarri chiede una figura che il calcio contemporaneo aveva messo in soffitta. Il regista, quel play basso che il campionato ha via via cancellato dalle lavagne — l'Atalanta compresa, almeno fino a ieri — resta il perno che garantisce fluidità e qualità alla manovra. Ma il sistema del tecnico guarda anche avanti: servono mezzali dal piede educato, capaci però di reggere l'urto o di aggredire lo spazio. La casella del play è già occupata da Gianluca Gaetano: intorno a lui, adesso, vanno trovati gli altri interpreti. E c'è un profilo che copre ogni esigenza.
LA STRATEGIA DI GIUNTOLI - L'obiettivo, però, nasce in salita: portare lo svizzero a Bergamo era complicato e lo resta. Zingonia ha scelto la linea dell'attesa: prima tocca al giocatore e al Milan capire se la storia comune ha ancora un senso. Se dovesse socchiudersi una porta, l'Atalanta è pronta a infilarsi, imbastendo un'operazione in prestito con riscatto, probabilmente obbligatorio. I prossimi sette giorni possono pesare parecchio, e con loro due variabili: la volontà del centrocampista e il destino di Luka Modrić.
IL PRECEDENTE DE KETELAERE - Qui il quadro è diverso da quello di Mario Gila, che ha preferito altre destinazioni. L'ex Bruges arriva da un'annata negativa in rossonero, tra un infortunio e l'ingombro di Modrić: le briciole raccolte a Milanello spiegano la voglia di rimettersi in gioco al massimo delle proprie possibilità, di cancellare la parola fallimento dal proprio vocabolario. È un desiderio legittimo per un talento con quelle prospettive. E l'altra faccia della medaglia porta un nome che a Bergamo suona bene: Charles De Ketelaere, anche lui pagato a peso d'oro dal Milan e prelevato dal Bruges, anche lui in affanno in rossonero, rinato sotto le Mura. I due in Belgio non si sono mai incrociati, ma la traiettoria di Cdk somiglia a una garanzia.
IL FATTORE MODRIĆ - Il croato può rivelarsi la chiave dell'intera vicenda: il prolungamento ormai probabile della sua avventura milanista consiglierebbe allo svizzero di cercare altrove il palcoscenico, per non bruciare un'altra stagione. In quel caso l'Atalanta diventerebbe automaticamente la prima opzione. Fotocopie, del resto, i due non lo sono: condividono visione di gioco e dimestichezza nel gestire il pallone, ma esperienza, classe e leadership dell'ex Real restano su un pianeta a parte. Ardon, in compenso, ha diciassette anni in meno e una freschezza atletica invidiabile: è il prototipo del centrocampista moderno, quello che corre e sa giocare.
IL TRAIT D'UNION TRA DUE ATALANTE - Nato ventiquattro anni fa in Svizzera da una famiglia di origini albanesi proveniente dalla Macedonia del Nord, Jashari avrebbe funzionato nel calcio tecnico di Sarri come in quello fisico e muscolare dei predecessori: è il punto di sutura tra la vecchia e la nuova Atalanta. Non a caso era già stato trattato un anno fa, prima che il Milan entrasse in scena. L'innamoramento nerazzurro risale però a un anno e mezzo fa, al doppio confronto dei playoff contro il Bruges: là in mezzo fu dominante contro Ederson e de Roon, mandando in tilt Gasperini. Corsa senza sosta, pressing, costruzione. Sinistro ispirato, buon fisico, ritmo.
LA DOPPIA VALENZA TATTICA - Linea a due nel Bruges, alternanza con Modrić da interno nel Milan, nel 4-3-3 di Sarri potrebbe essere il vice-Gaetano in cabina di regia oppure il suo compagno di reparto da mezzala, destra o sinistra. È questa duttilità a spingerlo in vetta alle preferenze nerazzurre.
Resta l'ostacolo più alto: convincere il Milan e Amorim, che ha lasciato intendere di volerci puntare. La Dea aspetta, con la pazienza di chi sa già cosa vuole.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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