Il ritiro dell'Atalanta è arrivato al quarto giorno con un bilancio parziale che non basta: un pareggio contro il Kairat, ottenuto nel finale e accompagnato dai fischi. A Zingonia la squadra resta insieme fino a domenica, quando la trasferta di Monza chiuderà la settimana e porterà alla sosta.

COSA HA DETTO SARRI - Il tecnico ha spiegato senza giri di parole a cosa serve il ritiro. Non alla tattica: con tre partite a settimana non c'è tempo per allenarsi. Serve alla testa, allo stare insieme, a costruire obiettivi collettivi e rapporti personali più forti, che aumentano la disponibilità al sacrificio reciproco.

LA GESTIONE FISICA - L'altro vantaggio è pratico: gli infortunati restano con il gruppo, chi deve curarsi fa dieci ore di terapie al giorno, chi può tornare si allena due volte, e ogni mattina alle dieci lo staff ha subito il quadro di chi può giocare.

IL PROGRAMMA - Oggi defaticamento, domani una seduta di circa quarantacinque minuti alla vigilia della partita. Sabato potrebbero tornare in gruppo Kolašinac e Franck Kessie.

IL LIMITE - Il ritiro, come ha scritto anche questa redazione, non cura da solo una squadra fragile. Può creare le condizioni, ma la risposta deve arrivare dal campo. Contro il Kairat è arrivata solo a metà.

MONZA - La prova finale. Una vittoria darebbe al ritiro un senso compiuto; un altro passo falso renderebbe la sosta il momento delle valutazioni.

Una settimana insieme e un ultimo esame: dopo il ritiro che non cura una squadra fragile, la Dea di Maurizio Sarri resta a Zingonia, dove anche la panchina è sotto esame.

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Sezione: Zingonia / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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