La New Balance Arena ha vissuto Atalanta-Kairat in due tempi. Prima della partita, fuori dallo stadio, uno striscione ha fissato il patto: «Insieme nelle vittorie e nelle difficoltà». Durante la gara, la curva ha spinto la squadra per novanta minuti, con un coro di incitamento alla grinta che non ha lasciato spazio a interpretazioni. Al triplice fischio, la delusione ha prevalso: fischi all'uscita, per la seconda volta in quattro giorni.

LA RISPOSTA DI SARRI - Il tecnico non ha cercato di sminuire. In conferenza ha detto che il pubblico ha tifato per tutta la partita e che la delusione finale è comprensibile: «Noi siamo in debito». E ha aggiunto un impegno, rivolto al gruppo: ripagare quei tifosi, prima o poi, «in maniera importante».

IL CLIMA - I fischi hanno colpito in particolare alcuni singoli, come Samardžić e Scamacca, ma sono soprattutto il segnale di una piazza che non è abituata a una crisi così lunga. Sei partite senza vittoria, due pareggi e una sconfitta pesante nelle ultime tre: Bergamo chiede una reazione che non arriva.

LA DIFFERENZA - Rispetto a lunedì, nessun faccia a faccia sotto la curva. Il messaggio è stato affidato allo striscione e ai cori durante la gara: sostegno fino alla fine, pretesa dopo.

MONZA - Domenica la Dea gioca in trasferta, lontana dal suo pubblico. La prossima occasione per ricucire con la New Balance Arena sarà il 22 novembre, contro l'Inter.

Un patto rinnovato e una pazienza che si assottiglia: dopo lo striscione fuori dallo stadio e i fischi a Samardžić e Scamacca, Maurizio Sarri si sente in debito.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 16:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture