Maurizio Sarri non ha cercato di vendere il pareggio con il Kairat per quello che non era. In conferenza stampa alla New Balance Arena ha inquadrato la serata con una frase sola: «Era difficile pensare di guarire stasera, con una formazione inventata per la miriade di difficoltà che abbiamo». Poi ha distinto, come sempre, tra le attenuanti e le colpe.

LE ASSENZE - Il punto di partenza è l'emergenza: nove o dieci infortunati e, ha spiegato, altri quattro o cinque giocatori con valutazioni che sconsigliavano un impiego superiore a uno spezzone. Ma nessun alibi totale: «Si poteva fare lo stesso meglio», perché la squadra ha di nuovo «regalato un gol agli avversari».

LA TESTA - Alla domanda su quale sia il problema principale, la risposta è stata netta: «Siamo una squadra emotivamente vulnerabile». Sulla voglia, invece, nessun rimprovero: «Hanno cercato il risultato fino al novantacinquesimo».

LA PROSPETTIVA - La qualificazione è ancora possibile, con o senza playoff. Ma i rientri non basteranno: anche chi gioca può fare meglio, e giocando meno renderebbe di più. «Avere a disposizione ventitré giocatori invece di tredici le cose un po' te le cambia».

I TIFOSI - Sui fischi, Sarri ha rovesciato la prospettiva: «Noi siamo in debito». Il pubblico ha tifato per novanta minuti, ha detto, e il gruppo deve prendersi l'impegno di ripagarlo «in maniera importante».

IDELE - Una nota positiva: novanta minuti per il terzino, in una partita europea giocata con quattro difensori del vivaio.

Nessuna guarigione, ma una diagnosi precisa: dopo il pareggio strappato nel finale, le parole di Maurizio Sarri aprono la vigilia di Monza, mentre il tecnico ha parlato anche a Sky delle assenze.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 13:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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