Riccardo Cassano brucia ogni tappa: il centrocampista del Como, nato nel 2009, entra nel giro della Nazionale maggiore senza aver ancora collezionato un solo minuto ufficiale in prima squadra. Un salto che dice molto del talento del ragazzo e altrettanto del commissario tecnico che ha deciso di puntarci.

LA CHIAMATA DI MANCINI - Il regista lariano figura tra le novità della lista diramata dal ct per la Nations League, insieme ad altri tre esordienti assoluti a questo livello. Una scelta che porta la firma inconfondibile di Roberto Mancini, da sempre incline a pescare giovani che il grande calcio conosce appena. Era accaduto, almeno in parte, con Nicolò Zaniolo; accade di nuovo oggi, con un azzardo persino più marcato.

UN DEBUTTO ANCORA DA SCRIVERE - L'anomalia sta tutta nei numeri: con il Como dei grandi, Cassano non ha ancora esordito in una gara ufficiale. Difficilmente, però, l'attesa durerà a lungo. La stima che il tecnico gli ha manifestato nel corso dell'estate lascia intendere che il battesimo sia soltanto rinviato, non certo in discussione.

IL GIUDIZIO DI FABREGAS - Cresciuto nel vivaio lariano fino alla Primavera, il centrocampista ha conquistato in pochi mesi Cesc Fabregas. Ad agosto lo spagnolo aveva raccontato come il ragazzo, aggregato agli allenamenti della prima squadra già nell'ultimo scorcio della stagione precedente, avesse inizialmente lasciato un'impressione ordinaria, salvo poi rivelare una dote rara: la capacità di rendere semplice il gioco. Per spiegarla, l'allenatore era ricorso a due maestri del ruolo come Sergio Busquets e Andrea Pirlo, giocatori talmente determinanti da condizionare l'intera squadra: «Se Pirlo giocava male, la squadra giocava male». E la conclusione non lasciava spazio a dubbi: «In Riccardo io credo molto».

IDENTIKIT DEL REGISTA - In campo, Cassano agisce soprattutto davanti alla difesa, da play o da mediano, con la possibilità di alzarsi anche nel ruolo di centrocampista centrale. Il suo calcio si fonda sulla lettura delle situazioni, su un tocco di palla raffinato e su una visione che gli permette di governare il ritmo della manovra: qualità da metronomo, più che da incursore.

CASSANO TRA I MIGLIORI TALENTI - Il suo nome, del resto, circola già nelle graduatorie internazionali. Il Guardian lo ha incluso nella Next Generation 2026, l'elenco dei sessanta migliori prospetti del pianeta nati nel 2009, e il regista compare anche in una classifica dei cento migliori giovani italiani nati dal 2005 in avanti. Non sorprende, allora, che la proprietà Hartono lo consideri uno dei pilastri su cui costruire il futuro del club.

IL RAGAZZO DI CASA - C'è poi un tratto che rende la sua storia ancora più significativa per l'ambiente biancoblù. Figlio di un allenatore del settore giovanile del Como, Cassano incarna alla perfezione il talento coltivato in famiglia, quello che la società sogna di veder sbocciare senza passare dal mercato. Già considerato fra i profili più promettenti della sua leva in Italia, dopo il percorso nelle selezioni giovanili azzurre ora affronta la prova più impegnativa.

DUE CASSANO, DODICI ANNI DOPO - Curiosamente, il suo arrivo riporta in Nazionale un cognome che mancava dai Mondiali del 2014 in Brasile, l'ultima apparizione di Antonio Cassano in azzurro. Nessun legame di parentela e caratteristiche agli antipodi: dal fantasista estroso al regista che ragiona.

Il debutto in Serie A può attendere. Intanto, Riccardo Cassano ha già bussato alla porta più importante.

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Sezione: Italia / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 22:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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