Il calcio italiano saluta Gianpietro Marchetti, scomparso a 78 anni: ex difensore dell'Atalanta, che lo lanciò da ragazzo e lo riaccolse da campione d'Italia, e della Juventus, legò poi il proprio nome alla stagione più alta del Piacenza, di cui fu direttore sportivo per tredici anni.

GLI ESORDI IN NERAZZURRO - Nato a Rudiano, nel Bresciano, Marchetti era cresciuto calcisticamente nel settore giovanile dell'Atalanta, che lo fece esordire tra i grandi nel campionato 1966-67. Dopo un anno di Serie B a Lecco arrivò la svolta: nel 1969 lo volle la Juventus.

GLI SCUDETTI CON LA JUVENTUS - A Torino rimase cinque stagioni, mettendo insieme 102 presenze e sei gol e portando in bacheca il titolo del 1971-72 e quello dell'annata seguente. Di quel ciclo fa parte anche la finale di Coppa dei Campioni del 1973 a Belgrado, ceduta all'Ajax. Terzino sinistro di ruolo, ma pronto a stringere al centro della difesa o ad alzarsi in mediana quando serviva, si guadagnò anche l'azzurro: cinque presenze tra il 1972 e il 1973, con l'esordio a Bucarest, contro la Romania, il 17 giugno 1972.

IL RITORNO A BERGAMO - Nel 1974 la sua strada tornò a incrociare quella dell'Atalanta: Marchetti rientrò in nerazzurro come parte dell'affare con cui Gaetano Scirea si trasferì in bianconero. Restò fino al 1979, cinque stagioni divise tra tre campionati cadetti e due di Serie A, conquistata con la promozione del 1977 che lo vide in prima fila.

IL PIACENZA DI GARILLI - Chiusa la carriera in campo, passò dietro la scrivania: prima la Triestina, dal 1982 al 1988, poi la chiamata del presidente Leonardo Garilli, che nell'estate del 1988 gli affidò la costruzione della squadra. Ne nacque un sodalizio durato fino al 2001, con un bilancio che parla da sé: quattro salti di categoria, uno verso la cadetteria e tre verso la massima serie, e sei stagioni vissute tra le grandi. Il primo approdo in Serie A, nel 1993 con Gigi Cagni in panchina, arrivò con un organico composto soltanto da giocatori italiani, una linea voluta dal club e sposata fino in fondo dal suo direttore sportivo. Retrocessi dopo un solo anno, gli emiliani risalirono subito e seppero restare nel calcio che conta anche con Walter Novellino alla guida tecnica.

IL CORDOGLIO - Il Piacenza Calcio lo ha ricordato con una nota commossa, definendolo «una figura centrale nella storia del Piacenza Calcio» e promettendo che non sarà «mai dimenticato» dalla società, dalla città e dalla sua gente. Marchetti risiedeva a Chieri, nel Torinese, dove si terranno i funerali.

L'EREDITÀ - Due vite in nerazzurro, la prima da ragazzo del vivaio e la seconda da campione d'Italia disposto a ripartire dalla cadetteria: Bergamo lo ricorda così, un uomo che il calcio lo ha attraversato da protagonista, prima sul prato e poi dietro le quinte.

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Sezione: Altre news / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 14:21
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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