Atalanta-Kairat si giocherà su tre parole che Maurizio Sarri ed Eljif Elmas hanno pronunciato, in forme diverse, nella conferenza della vigilia. Non sono principi tattici in senso stretto, ma sono i nodi da cui dipende il risultato di una partita che, sulla carta, l'Atalanta dovrebbe controllare.

L'APPROCCIO - Elmas lo ha detto chiaramente: bisogna far capire al Kairat «dal primo minuto» che la Dea vuole vincere. L'avvio è il primo test, perché è nelle partenze che la squadra ha mostrato fragilità, e perché un gol nei primi minuti cambierebbe l'inerzia di una serata carica di tensione. Contro un avversario che verrà a Bergamo per difendersi, partire forte significa togliergli subito la speranza.

LA PAZIENZA - Il secondo nodo è quello emotivo. Sarri ha indicato nel modo in cui la squadra si spegne dopo un evento negativo il problema principale. Contro il Kairat l'episodio negativo può essere un gol subito su una ripartenza, un'occasione sbagliata, un fischio dello stadio. La differenza la farà la capacità di restare dentro la partita.

LA CATTIVERIA - Il terzo è la finalizzazione. Il tecnico ha parlato di una squadra «poco cattiva» nelle due aree. Con De Ketelaere al centro, un esterno tra Elmas e Sulemana e uno tra Krstović e Scamacca, le occasioni arriveranno: trasformarle è la condizione per non rivivere il Parma.

IL SISTEMA - Il 4-2-3-1 resta, con le rotazioni che la condizione fisica imporrà. Il Kairat, dopo l'1-5 con il Panathinaikos, sceglierà probabilmente un blocco basso e compatto.

Tre parole per una serata: tra l'Europa per dimenticare il Parma e le scelte di Maurizio Sarri, la Dea cerca in Eljif Elmas uno degli uomini dell'approccio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 22:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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