La conferenza della vigilia ha messo sul tavolo un tema che va oltre la tattica: chi guida l'Atalanta nei momenti difficili. Eljif Elmas ha risposto con cinque nomi: Kolašinac, Mario Pašalić, Éderson, Hien e Sportiello, «i veri leader del gruppo», ai quali ha aggiunto chi è a Bergamo da più tempo. Maurizio Sarri, poco prima, aveva fornito l'altra metà del quadro: nel gruppo ci sono personalità importanti, ma non abituate a incidere sugli altri.

IL PARADOSSO - Dei cinque leader indicati, due sono fuori per infortunio: Kolašinac, fermo dal problema al retto femorale accusato a San Siro, e Hien, operato in estate. Un terzo, Sportiello, è il secondo portiere e vive la partita dalla panchina. In campo, in questo momento, restano Éderson, fischiato all'uscita contro il Parma, e Pašalić, adattato in mediana. La leadership dichiarata e quella esercitata sul terreno di gioco non coincidono.

LA LETTURA DI SARRI - Il tecnico non ha fatto nomi, ma il messaggio è chiaro: c'è chi avrebbe le caratteristiche per prendere in mano la squadra e non lo fa ancora. «Vedremo se arrivano velocemente a quel punto». In un gruppo profondamente cambiato in estate, con un nuovo allenatore e un nuovo sistema, i ruoli di riferimento non sono ancora stati redistribuiti.

LA VIA DI ELMAS - Il macedone ha descritto il proprio ruolo con umiltà: dare il massimo e parlare con chi guida. «Non si diventa in automatico», ha detto della leadership. È forse la frase più vera della giornata.

IL RITIRO - Sei giorni insieme servono anche a questo: far emergere chi, quando la squadra si spegne, accende la luce.

Cinque nomi e una domanda aperta: dopo i problemi emersi in campo e nello spogliatoio, la questione dei leader passa da Éderson e da Mario Pašalić, i due ancora in campo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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