Il muro contro muro, per la seconda volta consecutiva, l'ha vinto l'Atalanta. Marco Palestra non vestirà la maglia dell'Inter: il suo futuro sarà al Chelsea. Uno scippo dei londinesi che ha spiazzato Giuseppe Marotta e Piero Ausilio, sicuri fino a pochi giorni fa di consegnare l'esterno a Cristian Chivu.

DUE VITTORIE DIVERSE - È la seconda beffa inflitta ai nerazzurri dopo quella di un anno fa, quando il protagonista fu Ademola Lookman, poi ceduto all'Atletico Madrid a gennaio. Due successi, però, diversi tra loro: se in inverno qualcuno aveva ipotizzato una perdita economica per la Dea, stavolta il bilancio è nettamente positivo. Oltre a incassare subito qualche milione in più, l'Atalanta potrà infatti contare sul 10% di un'eventuale futura rivendita di Palestra da parte del Chelsea.

LA STESSA COSTANTE - Eppure il filo conduttore è identico. Anche l'anno scorso l'Atalanta aveva avuto la meglio, quella volta non per i soldi ma per la fermezza: non si fece intimidire né dal giocatore — che arrivò ad allenarsi da solo a Londra — né dall'Inter, che alzò il pressing. Ci rimise una decina di milioni, è vero, ma lanciò un messaggio inequivocabile: è la Dea a fare il prezzo, e non scende a compromessi se non quando lo decide lei.

LA LEZIONE PER TUTTI - Quanto accaduto era in fondo prevedibile: da settimane era chiaro che 50 milioni non bastassero, eppure, nonostante la comunicazione di Cristiano Giuntoli, l'Inter ha scelto di temporeggiare per limare qualche milione e aggiungere bonus. Un rischio calcolato, con la consapevolezza che qualcun altro potesse inserirsi: ed è andata esattamente così, con Marotta e Ausilio rimasti col cerino in mano. Un monito non solo per l'Inter, ma per tutte le italiane: contro lo strapotere economico delle big europee, il fattore tempo è l'unica vera arma. Bisogna giocare d'anticipo e, quando l'obiettivo è ritenuto irrinunciabile, accontentare in fretta le richieste della controparte.

UN ITALIANO IN PIÙ IN PREMIER - C'è poi un risvolto che, dal nostro punto di vista, è una buona notizia: Palestra andrà a misurarsi nel campionato più seguito al mondo, raggiungendo una folta colonia di connazionali. Là ci sono già Tonali, Calafiori, Donnarumma, Kayode, Udogie, Leoni, Vicario, Gnonto, Savona, Chiesa, Okoli e Bove, oltre a diversi profili meno noti. Giocatori che hanno lasciato una Serie A da tempo non più tra le più competitive, e che confrontandosi con i migliori possono solo crescere — a tutto vantaggio, si spera, della Nazionale. Perché continuare a invocare i pochi italiani in patria come alibi per i tre Mondiali mancati non ha più molto senso.

L'Atalanta, intanto, continua a dettare legge sul mercato. E lo fa con la stessa, identica regola: a Bergamo si vende solo alle proprie condizioni.

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Sezione: Copertina / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 12:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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