Una vita all'Inter, un amore lungo ventun anni e una sola maglia indossata fino alla fine. Proprio per questo la voce di Beppe Bergomi pesa quando si parla del futuro di Marco Palestra, l'esterno dell'Atalanta che ha scelto il Chelsea anziché i nerazzurri. E per lo storico capitano interista quella di Milano sarebbe stata la destinazione ideale.

UN AMORE LUNGO UNA VITA - All'Inter Bergomi ha trascorso l'intera carriera: 755 presenze, sei trofei e, in mezzo, il Mondiale del 1982. A fine percorso rifiutò perfino una proposta del Coventry, perché l'idea di non aver dedicato tutto se stesso ai nerazzurri lo avrebbe fatto stare male. Una monogamia sportiva d'altri tempi, che oggi lo porta a guardare con un pizzico di rammarico alla scelta opposta del giovane talento orobico.

«L'INTER ERA PERFETTA» - Pur comprendendo l'orgoglio di misurarsi con un campionato competitivo, l'ex difensore — intervistato dalla Gazzetta dello Sport — non ha dubbi: «l'Inter sarebbe stata la squadra perfetta per lui». Una valutazione che, sottolinea, va oltre il denaro: a 21 anni «il denaro non deve mai fare la differenza», pur ammettendo che al Chelsea Marco Palestra guadagnerà il doppio. Sul piano tattico, poi, il 3-5-2 di Cristian Chivu ne avrebbe esaltato le qualità: l'Inter, spiega, sarebbe tornata ad avere un esterno di gamba e tecnica alla Achraf Hakimi, dopo aver salutato la fisicità di Denzel Dumfries.

LA QUOTA-ITALIA - Non è solo questione di campo. Bergomi ricorda come l'Inter fosse pronta a uno sforzo enorme — circa 50 milioni — per un classe 2005 destinato a inserirsi nella squadra campione d'Italia, dentro una filosofia, cara al presidente Beppe Marotta, che tiene molto alla cosiddetta quota-Italia. In quell'ottica, ribadisce, Palestra sarebbe stato un punto fermo e non una semplice comparsa.

L'INCOGNITA PREMIER - Resta il nodo dell'ambientamento. L'ex capitano si augura che il ragazzo trovi continuità e titolarità, pur riconoscendo che imporsi subito nel calcio inglese non sarà semplice: «occhio alla Premier», avverte. Per la crescita, anche in ottica Nazionale, giocare sarà fondamentale; e oggi, osserva, i giovani italiani all'estero non temono più di perdere l'azzurro, come dimostrano i tanti azzurri sparsi per l'Europa.

IL MERCATO DELL'INTER - Sul da farsi in casa nerazzurra, Bergomi si dice convinto che la dirigenza troverà la soluzione giusta, ribadendo però che il talento ceduto dalla Dea sarebbe stato l'ideale per la corsia destra. Per il resto, a suo giudizio, l'Inter deve completare due innesti in difesa e uno a centrocampo, senza farsi prendere dalla fretta: l'anno scorso, ricorda, il colpo migliore arrivò soltanto all'ultimo giorno di mercato.

Parole che raccontano un calcio e un attaccamento alla maglia forse d'altri tempi. E che, ancora una volta, certificano il valore del gioiello forgiato a Bergamo, ora pronto a brillare in Premier.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Interviste / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture