C'è un'Atalanta che cambia pelle sul campo e una Bergamo che, attorno alla New Balance Arena, continua a fare i conti con un nodo mai sciolto: la mobilità nei giorni di partita. L'avvocato bergamasco Cesare Di Cintio è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com subito dopo li triplice fischio della trasferta tedesca, il 3-0 maturato in casa dello Schalke 04, per una riflessione a tutto campo: dalla metamorfosi tattica della squadra di Maurizio Sarri alla necessità di tempo e pazienza nel nuovo progetto, fino a una battaglia che porta avanti da anni con dati alla mano, quella su ZTL, sanzioni e parcheggi di interscambio. 

Avvocato, partiamo dal campo: tre gol in Germania, porta inviolata e la firma di Lazar Samardžić accanto a quelle di Scamacca e Krstović. Che segnali le ha dato questo test?
«Segnali incoraggianti, senza esagerare nell'entusiasmo: era pur sempre un'amichevole, ma contro una formazione di Bundesliga e davanti a un pubblico caldo. Mi ha convinto soprattutto il primo tempo, bene entrambi i centravanti a segno e una squadra che comincia a mostrare dei lineamenti riconoscibili. Il gol di Samardžić, però, è il fotogramma che porto a casa: settanta metri palla al piede, la finta con la suola sul portiere e la rete. Non è solo una prodezza individuale, è la fotografia di un giocatore che sta trovando la sua collocazione e autostima nei suoi mezzi. Da mezzala nel 4-3-3 di Sarri può diventare l'uomo prezioso di questa stagione: parte più basso, tocca più palloni, si inserisce negli spazi e resta comunque quello che può accendere la partita in venti secondi. Se assimila fino in fondo i compiti di copertura che il ruolo gli chiede, per l'Atalanta è un valore aggiunto che non si compra sul mercato. L'unica ombra è l'infortunio di Kamaldeen Sulemana: aspettiamo gli esami, ma dispiace sempre».

Al di là del risultato, che fase sta vivendo questa Atalanta?
«L'Atalanta sta affrontando un cambiamento importante, non soltanto di modulo, ma proprio di filosofia e di metodo di lavoro. Sarri parte comunque da una rosa di valore, con qualità ed esperienza e con diverse soluzioni soprattutto in attacco».

Ci sono però giocatori chiamati a reinventarsi e reparti ancora da completare.
«È evidente che alcuni giocatori dovranno adattarsi al 4-3-3 e che la squadra, in particolare in difesa, potrebbe avere ancora bisogno di qualche intervento mirato».

C'è chi, tra i tifosi, si mostra preoccupato. Servono allarmismi?
«Non credo servano allarmismi: questa Società ha dimostrato negli anni di saper programmare e il mercato è ancora aperto. Ma bisogna anche essere realisti: assimilare idee nuove richiede tempo».

Qual è, allora, l'atteggiamento giusto da tenere in questo avvio di stagione?
«I tifosi devono avere fiducia e pazienza, senza rinunciare a essere ambiziosi, perché questa Atalanta ha tutte le basi per essere competitiva».

Passiamo al tema che la vede impegnato da tempo in prima persona: la viabilità attorno all'impianto nerazzurro.
«Sulla New Balance Arena, invece, porto avanti da tempo una battaglia molto precisa. Il problema non è contestare le regole necessarie alla sicurezza e alla tutela dei residenti. Il problema è pensare che ZTL, divieti e centinaia di multe possano sostituire una vera organizzazione della mobilità. Già nell'autunno del 2024, secondo i dati che avevamo raccolto e reso pubblici, in appena tre partite erano state elevate complessivamente 1.076 sanzioni: un dato che segnalava chiaramente l'esistenza di un problema».

Da marzo l'amministrazione ha anticipato l'attivazione della ZTL nel quartiere Finardi. Una misura sufficiente?
«Da marzo il Comune ha anticipato a tre ore prima della partita l'attivazione della ZTL del quartiere Finardi. Una scelta di questo tipo deve, però, essere accompagnata da alternative realmente sufficienti e facilmente utilizzabili. Se si limita l'accesso alle auto, bisogna garantire parcheggi di interscambio adeguati, collegamenti efficienti e indicazioni chiare, verificando concretamente che i servizi messi a disposizione rispondano alle esigenze dei tifosi».

All'estero come viene affrontato lo stesso nodo?
«In altri stadi europei non ci si limita a imporre divieti. A Dortmund il biglietto della partita comprende il trasporto pubblico su un'area molto ampia e i parcheggi possono essere prenotati in anticipo. A Brighton sono previsti una zona di viaggio inclusa nel biglietto e servizi di Park & Ride. A Brema chi arriva in auto viene indirizzato verso parcheggi esterni collegati allo stadio da navette dedicate».

Quale modello può adottare Bergamo?
«Bergamo non deve copiare meccanicamente questi modelli, ma può applicarne il principio: individuare più parcheggi di interscambio ai diversi ingressi della città, collegarli alla New Balance Arena con navette dirette e frequenti e consentire la prenotazione del posto. Il tifoso deve sapere, prima di partire, dove lascerà l'auto, quanto dovrà attendere e come potrà tornare al parcheggio al termine della partita. Questo significa organizzare e governare la mobilità, non limitarsi ad aggiungere divieti».

Qual è il principio di fondo che rivendica?
«L'Atalanta e la New Balance Arena sono un patrimonio di Bergamo. Il tifoso non può essere considerato un problema da contenere e non può sentirsi trattato come un bancomat. Servono regole, certamente, ma insieme a organizzazione, servizi e rispetto, sia per chi va allo stadio sia per chi vive nel quartiere».

Un precedente incoraggiante, però, la città lo ha già vissuto.
«Bergamo ha già sperimentato, in occasione di Atalanta-Juventus, parcheggi esterni a Seriate e in via Europa collegati da navette. È stato un primo passo positivo, ma si trattava di un piano straordinario legato anche alla concomitanza con gli eventi di ChorusLife. La mia proposta è partire proprio da quell'esperienza e trasformarla in un sistema strutturale, più capillare e valido per tutte le partite della stagione».

Un intervento che tiene insieme due piani solo apparentemente distanti: il campo, dove l'Atalanta di Sarri costruisce la propria identità con il tempo e la pazienza che ogni rivoluzione richiede, e la città, chiamata a governare la mobilità invece di limitarsi a sanzionarla. Il filo che li unisce, nel ragionamento di Di Cintio, è sempre lo stesso: il rispetto per chi, in ogni gara, sceglie di esserci.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 01:07
Autore: Claudia Esposito
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