Per una volta Nicolò Zaniolo comincia la stagione senza zavorre. Il numero 10 dell'Udinese affronta l'annata con un bagaglio di certezze che nella sua carriera si erano viste raramente: il contratto sistemato fino al 2029, nessun infortunio serio da smaltire e una preparazione portata a termine per intero. Nel calcio gli orologi corrono al doppio della velocità, e se il diretto interessato non ne fosse ancora consapevole, questo è il momento di prenderne atto.
IL GINOCCHIO NON FA PIÙ PAURA - Il capitolo infermeria, che ha scandito troppe pagine del suo percorso professionale, stavolta resta chiuso. L'ultimo intervento risale allo scorso gennaio, una pulizia in artroscopia al ginocchio destro, ed è ormai un ricordo pienamente metabolizzato. Il risultato è una preparazione atletica da manuale, interrotta soltanto da una decina scarsa di giornate perse prima di raggiungere il gruppo nel ritiro austriaco di Lienz.
IL RINNOVO E IL RAPPORTO CON LA PIAZZA - La trattativa per il prolungamento ha fatto parecchio rumore, ma il fastidio reale è stato inferiore al clamore mediatico generato dalla popolarità del personaggio. Al netto dei mugugni emersi durante la mini telenovela contrattuale, il pubblico friulano continua ad apprezzarlo e a considerarlo un riferimento della squadra: la frattura estiva sembra ormai ricomposta del tutto.
RUNJAIĆ, INLER E IL PATTO - Nella gestione del caso è stato decisivo il lavoro di Kosta Runjaić, che ha dovuto tirare fuori le proprie qualità da mediatore. Con il contributo di Gökhan Inler, l'allenatore è riuscito a impostare un rapporto equilibrato con il proprio talento più prezioso, alternando fermezza e disponibilità nelle giuste dosi.
LEADERSHIP E COPPIA CON DAVIS - Nello spogliatoio il suo primato è riconosciuto, a partire da Keinan Davis, che ha rinnovato con il club della famiglia Pozzo poco prima di lui e che formerà con l'italiano il tandem offensivo bianconero, con l'ambizione di superare il decimo posto della passata stagione. Resta però un principio non negoziabile: la leadership si conquista sul campo, non con i post su Instagram – come analizza La Gazzetta dello Sport –, per quanto i messaggi social dedicati alla tifoseria e al momento vissuto abbiano avuto un tono sincero.
I NUMERI DA ALZARE - I mezzi per imporsi con autorevolezza ci sono tutti, ma andranno tradotti in cifre. L'anno scorso il bottino in Serie A si è fermato a cinque reti: servirà aggiungere gol e assist, e soprattutto crescere in incisività nell'ultimo terzo di campo, mostrando quella continuità che l'ambiente attende dall'ex Galatasaray, protagonista suo malgrado di troppe vite calcistiche differenti.
LA FASCIA E IL SEGNALE - Un indizio del nuovo corso è arrivato nell'ultimo test contro i turchi del Trabzonspor, quando ha indossato la fascia da capitano per la mezz'ora trascorsa in campo. Nessun ribaltamento di gerarchie, però: i gradi restano saldi al braccio di Jesper Karlström, pretoriano del tecnico. Ma il gesto racconta comunque quanto sia cambiato il peso specifico del dieci all'interno del gruppo.
IL SOGNO NAZIONALE - All'orizzonte c'è l'obiettivo più ambizioso, il rientro in azzurro. Sotto la gestione di Gennaro Gattuso, malgrado gli attestati di stima dell'attuale tecnico della Lazio, non si sono create le condizioni né i tempi per una chiamata. Roberto Mancini, invece, fu il primo a portarlo in Nazionale, e in un ipotetico 4-3-3 Zaniolo avrebbe argomenti da spendere nel ruolo di esterno destro d'attacco.
PRIMA L'EUROPEO - La meta finale è riportare l'Italia a disputare un Mondiale, ma il percorso passa da un Europeo da conquistare e da affrontare con la mentalità giusta. Se il nuovo Zaniolo sarà quello annunciato dalla preparazione estiva, un posto nella spedizione azzurra è alla sua portata.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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