Il futuro di Teun Koopmeiners torna al centro del mercato di Serie A: nelle ultime ore il Napoli ha bussato alla porta della Juventus per raccogliere informazioni sull'olandese. I bianconeri non fanno muro, tutt'altro: l'ex Atalanta è di fatto sul mercato. Il vero discrimine, però, non è la volontà, bensì la formula — perché tra un prestito e una cessione definitiva, per Torino, corre un abisso contabile.

IL NODO LISTE DEL NAPOLI - Il sondaggio azzurro nasce con un vincolo pesante alle spalle. Gli organici sono praticamente saturi e senza una partenza di peso il colpo diventa di fatto impraticabile. I due nomi che libererebbero lo spazio necessario sono quelli di Zambo Anguissa e Kevin De Bruyne: entrambi, oggi, sembrano avviati a restare in Campania, ma in un mercato ancora lungo nessuna porta si può considerare chiusa a doppia mandata. Non è un caso che De Bruyne resti uno degli osservati speciali del mercato partenopeo.

I NUMERI DELL'OPERAZIONE - La distanza tra il Koopmeiners di due estati fa e quello di oggi si legge tutta in un bilancio. Prelevato per 54,7 milioni, il centrocampista pesa attualmente per una trentina abbondante di milioni, circa trentatré: è quella la soglia attorno alla quale ruota ogni ragionamento. La Juventus, non a caso, immagina un obbligo di riscatto fissato su una cifra molto vicina, così da non aprire una voragine a bilancio e chiudere la pratica senza minusvalenze pesanti. È il motivo per cui la formula del trasferimento vale quanto la destinazione.

LA PIETRA ANGOLARE MANCATA - C'è qualcosa di amaro nel confronto con le premesse. Due anni fa Koopmeiners era stato individuato come l'uomo attorno a cui costruire il corso targato Thiago Motta in panchina e Cristiano Giuntoli alla direzione sportiva. Il progetto, però, ha collezionato più inciampi che certezze: quarto posto con l'italobrasiliano e poi con Igor Tudor, e infine l'obiettivo Champions clamorosamente fallito nella gestione di Luciano Spalletti. Difficile immaginare un divario più netto tra investimento e resa.

L'INGORGO A CENTROCAMPO - L'olandese, del resto, non è l'unico profilo con la valigia potenzialmente pronta. Manuel Locatelli ha appena messo la firma sul prolungamento, mentre per Khéphren Thuram la valutazione fissata a quaranta milioni non ha finora prodotto un solo interlocutore concreto. Douglas Luiz, invece, può restare. Tirando le somme, è proprio l'ex nerazzurro a presentarsi come il sacrificabile più logico dell'intero reparto, con quella cifra di trentatré milioni che funziona da prezzo di equilibrio.

Resta l'interrogativo di fondo, quello che a Torino peserà più di ogni tabella: si può rafforzare una rivale diretta pur di sistemare il bilancio? La risposta, verosimilmente, arriverà dalla formula.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Ven 07 agosto 2026 alle 16:38
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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