La partita di Thomas Kristensen all'Allianz Stadium si può raccontare da un'immagine: il suo colpo di testa nella ripresa, con la Juventus avanti 1-0, respinto sulla linea da Kolo Muani. È stata l'occasione più pericolosa dell'Atalanta in novanta minuti, ed è arrivata dal giocatore che fino a sabato mattina non era previsto titolare. Il forfait di Odilon Kossounou nella rifinitura ha aperto al danese l'esordio in campionato, e il danese, per quello che ha potuto, lo ha onorato.

LA PARTITA - Schierato accanto a Giorgio Scalvini nella linea a quattro, Kristensen non ha colpe dirette sui due gol bianconeri: il primo nasce da un cross di Çelik dalla fascia opposta che trova Conceição libero sul secondo palo, il secondo da un colpo di testa di Bremer su corner di Koopmeiners. In marcatura ha tenuto Kolo Muani con la fisicità che a Udine gli aveva costruito la reputazione, e nel primo tempo ha contribuito a una fase in cui i due portieri non erano stati chiamati in causa. Le pagelle di Torino lo hanno collocato tra i pochi a salvarsi.

IL PERCORSO - L'infortunio alla caviglia del 20 agosto, all'esordio nel playoff di Conference contro l'Hapoel Tel Aviv, gli aveva tolto un mese; uno spezzone con il Maccabi e dieci giorni di allenamento pieno erano tutto il bagaglio con cui si è presentato a Torino. Sarri lo aveva detto in conferenza: qualità individuali, inserimento ancora incompleto. La sosta, senza nazionale, gli darà ciò che gli è mancato: il danese in attesa della prima da titolare ora ha una partita intera nelle gambe.

LA FRASE - Nel dopo gara ha detto di sentirsi davvero pronto, con il sorriso di chi ha ritrovato il campo dopo settimane di terapie. È una dichiarazione che pesa, perché con Kossounou fermo per una lesione al bicipite femorale e Hien ancora ai box, il 12 ottobre contro il Venezia il danese sarà titolare per necessità prima che per scelta. Il sorriso ritrovato è anche l'unica buona notizia di un reparto contato.

COSA MANCA - La linea alta di Sarri chiede letture rapide sulla profondità e una sincronia con il compagno che si costruisce con le partite. Kristensen a Torino ha giocato da centrale di posizione, meno da centrale di anticipo; la seconda dimensione è quella che la sosta deve aggiungere. Con il recupero di Kossounou appena iniziato, il tempo per impararla è tutto suo.

Un colpo di testa sulla linea e una frase sorridente: l'esordio di Kristensen è la cosa migliore che la Dea porta via da Torino.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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