Il Brighton ha bussato in casa Atalanta per Honest Ahanor, ma la risposta è arrivata sotto forma di cifra: cinquanta milioni di euro. Tanto vale, per la dirigenza nerazzurra, il difensore classe 2008 prelevato dal Genoa per venti milioni. Una valutazione che equivale a un no, e che certifica quanto il ragazzo sia diventato incedibile agli occhi del club.

PERCHÉ LA DEA NON APRE - Le ragioni della linea dura stanno tutte nel profilo del giocatore, considerato uno dei prospetti difensivi più interessanti dell'intero movimento italiano. Da febbraio è in possesso della cittadinanza ed è entrato nel giro della nazionale maggiore: un passaggio che ne ha alzato ulteriormente lo status e, di riflesso, il prezzo. Chi voleva provarci ha trovato una barriera già eretta, e l'interesse inglese non è nemmeno una novità di queste ore.

LA CIFRA E LA STRATEGIA - La società ha scelto di sparare alto anziché lasciare margini di manovra – come riporta Sky Sport nella mattinata odierna – fissando l'asticella a un livello che scoraggia in partenza qualsiasi affondo. È il metodo consolidato di Zingonia con i pezzi pregiati: non chiudere formalmente la porta, ma renderne il passaggio economicamente proibitivo. Con Ahanor il principio vale doppio, vista l'età.

IL PESO NELLA DIFESA DI SARRI - Sul piano tecnico il difensore è diventato un punto fermo per Maurizio Sarri, che lo utilizza sia al centro della retroguardia sia sulla corsia laterale di sinistra. Una duttilità che in una fase di ridisegno del reparto vale quanto un acquisto: privarsene ora significherebbe smontare un equilibrio appena costruito.

La palla, adesso, torna in Inghilterra. Ma a queste condizioni il discorso rischia di chiudersi prima ancora di aprirsi.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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