C'è una domanda che a Bergamo si sono fatti tutti da settimane: perché proprio adesso, e perché proprio qui. In occasione della conferenza stampa di presentazione ufficiale alla stampa, Maurizio Sarri ha scoperchiato il retroscena di un corteggiamento lungo, fatto di battute in sala stampa e di una sensazione mai archiviata. Accanto a lui il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ritrovato dopo Napoli, e un'estate che sta ridisegnando il volto della Dea.

Il matrimonio con l'Atalanta è arrivato dopo un lungo corteggiamento: che emozione le lascia questa possibilità, di cui si era parlato già qualche mese fa?
«Uno di voi, mi sembra il signore là, mi disse: "Ma perché non vieni all'Atalanta?". E io gli risposi: "Guarda, ormai sono vecchio, penso che ormai non verrò più". E invece poi questa possibilità c'è stata. Ma a dirti la verità, io a volte ho fatto risultati molto più importanti di quelli dell'ultimo anno e non ho avuto grandi riscontri a livello di mercato: quest'anno mi hanno cercato tante società, qualcuna forse anche pronta per vincere immediatamente, ma io ho scelto l'Atalanta. Perché quella sensazione me la porto dietro da anni e la dovevo ripagare in qualche modo. Le sensazioni sono positive, perché ci sono arrivato con una mentalità positiva».

Lei ha vissuto in provincia di Bergamo da ragazzo: ha già avuto modo di rivedere un po' la città?
«Purtroppo ho pochi ricordi, se non qualche flash. Però ho una fortuna nella vita: sono nato a Napoli e ho vissuto un paio d'anni in provincia di Bergamo, e mi sono ritrovato nella mia carriera ad allenare il Napoli e l'Atalanta. Penso sia qualcosa di gratificante e che chiude un cerchio. A volte si pensa che sia tutto casuale: forse non è neanche casuale».

Chiudiamo in maniera poetica: citando il suo amato Bukowski, il maggiore interprete dei sogni è chi li fa. Qual è il suo sogno all'Atalanta?
«Il sogno sarebbe creare una squadra forte attraverso il lavoro e portarla a vincere qualcosa. Ma non perché io sia un maniaco delle vittorie: le vittorie spesso sono sopravvalutate, perché molto spesso il viaggio è più bello della meta. Io a Napoli ho fatto tre anni senza vincere niente, ma se mi parli dei tre anni più belli della mia vita ti dico i tre anni di Napoli. Il viaggio è stato stupendo, e spero sia lo stesso qui».

Una scelta di pancia e di gratitudine, il contrario esatto del calcolo di carriera. E l'intervista integrale riserva altri passaggi destinati a far discutere, a partire dal futuro di Ederson e dal clima che il tecnico si aspetta di trovare alla New Balance Arena.

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Interviste / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 19:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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