Il legame con Bergamo non si dimentica. Nel corso di un'intervista a TuttoMercatoWeb.com, Carmine Gautieri ha rievocato con affetto i tempi in cui, da calciatore, ebbe la fortuna di conoscere Mino Favini e «tutta la Famiglia Atalanta»: un ricordo che oggi alimenta un desiderio preciso, quello di sedersi sulla panchina di una Primavera.

IL SOGNO PRIMAVERA - Alla domanda se prenderebbe in considerazione la guida di una formazione giovanile, il tecnico non ha esitato: «Sì. Dove ci fossero le condizioni di far crescere i giovani, assolutamente sì». Un'aspirazione che nasce anche dalle radici della sua carriera, quando incrociò il "Mago" del vivaio nerazzurro. Allenare i ragazzi, spiega, «è sempre una bella esperienza»: tra le sue idee, quella strada c'è eccome.

IL CASO ANDREAZZOLI - Proprio in questa chiave Gautieri promuove la scelta della Fiorentina di puntare su Aurelio Andreazzoli. «Scelta giusta. Una persona perbene», il commento, con l'idea di un allenatore d'esperienza messo a disposizione dei giovani giudicata «importante». Un modello che, per l'ex tecnico, il calcio italiano dovrebbe cogliere più spesso.

IL SISTEMA ITALIA E MALAGÒ - Meno indulgente, invece, il giudizio sul movimento tricolore, atteso al varco dopo il passaggio di consegne alla presidenza federale. «Tutti ci aspettiamo un cambio di tendenza», premette, sottolineando come rispetto ad altre nazioni «siamo dietro» e da anni si facciano «troppe chiacchiere». Con Giovanni Malagò la speranza è che qualcosa cambi, ma il vero nodo è generazionale: se per una panchina si cerca sempre un profilo giovane, si chiede Gautieri, «perché in Federazione c'è gente di settant'anni?». La sua conclusione è netta: deve cambiare anche la classe dirigenziale.

IL MONDIALE - Uno sguardo, infine, alla rassegna iridata in corso. «Il Mondiale ha fatto vedere che le squadre africane hanno fatto grandi passi avanti», osserva l'allenatore, riconoscendone crescita e qualità, mentre Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Kylian Mbappé continuano a distinguersi. Sul pronostico non ha dubbi: Francia-Marocco «può decidere tanto», ma i transalpini e l'Argentina, a suo dire, hanno «qualcosa in più» rispetto a Norvegia e Marocco.

Tra memoria e ambizione, insomma, resta un filo che lega tutto: la crescita dei ragazzi. La stessa lezione che, a Zingonia, aveva insegnato Favini.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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