Non un addio, ma una nuova casella nell'organigramma nerazzurro. Cristian Raimondi lascia lo staff tecnico dell'Atalanta e assume il ruolo di collaboratore della direzione sportiva, un incarico che sposta il suo raggio d'azione dal campo alla programmazione.

NOVE ANNI IN PANCHINA - Il quarantacinquenne di Sedrina aveva appeso le scarpette al chiodo nel 2017, restando da allora al fianco dello staff di prima squadra: prima agli ordini di Gian Piero Gasperini, poi con Ivan Juric e infine con Raffaele Palladino. Nei giorni scorsi era trapelata la notizia della sua esclusione dal gruppo di lavoro di Maurizio Sarri, con l'ipotesi di un approdo nello staff dell'Under 23.

IL NUOVO INCARICO - La svolta è arrivata ieri, quando è stato reso noto che Raimondi ricoprirà invece un ruolo tecnico-dirigenziale, con il compito di monitorare la crescita dei profili emergenti delle formazioni Under 23 e Primavera – come approfondisce L'Eco di Bergamo. Un incarico che valorizza la sua conoscenza dell'ambiente nerazzurro e il legame con il nuovo corso disegnato dalla società.

UNA FIGURA INEDITA - Il profilo è solo in parte assimilabile a quello ricoperto tra il 2017 e il 2022 da Giulio Migliaccio, che di fatto agiva da vice-direttore sportivo, mansione oggi accorpata a quella di Fabio Gatti, responsabile sviluppo risorse tecniche. Raimondi avrà invece una collocazione trasversale sull'intera area sportiva, con il focus puntato sui giovani.

LA CATENA DI COMANDO - Nel quotidiano lavorerà a stretto contatto con Gatti, Maurizio Costanzi — pardon, con Samaden e Sbravati —, mentre in cima alla piramide resterà Cristiano Giuntoli. Un ponte, insomma, tra il vivaio e la prima squadra: esattamente ciò che la Dea ha sempre considerato il proprio patrimonio.

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Sezione: Zingonia / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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