Il centrocampo dell'Atalanta ha già una fisionomia riconoscibile, e non era affatto scontato ad agosto. Gianluca Gaetano illumina, Lazar Samardžić trova la via della rete, Éderson mette benzina, muscoli e inserimenti: la mediana di Maurizio Sarri si presenta tonica, con automatismi che iniziano a scorrere senza attriti.
L'IMPRONTA DI SARRI - Quello che si intravede è un reparto che si cerca di continuo, con il vertice basso e gli interni impegnati in un dialogo permanente. La squadra prova a dettare il ritmo, amministra il pallone con pazienza e attende il momento giusto per l'imbucata che spacca la difesa avversaria. Le idee del tecnico toscano, insomma, sono già leggibili — soprattutto nella metà campo offensiva — e i suoi uomini stanno assorbendo in fretta il vocabolario, come del resto raccontano i ballottaggi aperti in ogni reparto della rosa.
SAMARDŽIĆ, IL VESTITO NUOVO - Il serbo è forse il caso più interessante. Il trequartista di formazione sta prendendo confidenza con l'abito da mezzala che Sarri gli ha ritagliato addosso, e i riscontri sono incoraggianti. Ha partecipato alla costruzione del primo gol e ha firmato il secondo, rubando palla e chiudendo una cavalcata solitaria conclusa con un tocco che ha spiazzato tanto il difensore quanto il portiere. Vero, davanti a lui si era aperto uno spazio enorme, frutto di un posizionamento disastroso dello Schalke 04 in quella circostanza, ma l'esecuzione resta il ritratto fedele di quel talento che il tecnico vuole sfruttare in tutte le fasi: impostazione, rifinitura, conclusione.
COSA MANCA A LAZAR - Nella distribuzione è apparso anche ordinato, senza forzature né giocate a rischio. Restano ovviamente parecchi capitoli aperti: i movimenti senza palla, le letture della situazione, la disciplina tattica complessiva. Ma il messaggio arrivato dalla Germania è chiaro, e conferma quanto già si intuiva sul nuovo ruolo di Samardžić: in quella zona di campo può diventare un fattore.
ÉDERSON, LA GARANZIA - Chi invece incide da tempo è il brasiliano, protagonista di una prova meno debordante del solito quanto ad affondi e copertura del campo. Eppure l'approccio è stato convinto e il contributo evidente: peso specifico, agonismo, quella fisicità di cui una linea mediana in rodaggio non può fare a meno, unita a un lavoro di copertura che resta il suo marchio di fabbrica.
GAETANO, REGISTA CON LE IDEE - Il numero 70 ha pagato dazio con qualche pallone perso in zona pericolosa, anche se nella ripresa si è riscattato su uno di questi chiudendo lo specchio all'avversario lanciato. Per il resto, però, la sua è stata una direzione d'orchestra: suo l'assist che ha sbloccato il match, suoi i tocchi ispirati e mai scontati di chi sa dove indirizzare la manovra. Nel primo tempo si era pure segnalato con un ripiegamento decisivo, indizio che anche la fase di non possesso può crescere. E quando riceve, tecnica e misura nei passaggi vengono fuori puntualmente – come sottolinea L'Eco di Bergamo – confermando la sensazione di un Gaetano cucito su misura per questo sistema.
IL BILANCIO - Siamo pur sempre ad agosto e nel motore serviranno altri ingredienti prima di sbilanciarsi in giudizi definitivi. Ma le indicazioni raccolte in Germania autorizzano ottimismo: questa mediana ha già mostrato qualcosa, e lascia immaginare margini ancora più ampi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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