Michele Criscitiello non ha dubbi: la cessione di Marco Palestra al Chelsea è un capolavoro dell'Atalanta e, allo stesso tempo, una fortuna per l'Inter. Intervenuto a Sportitalia Mercato, il direttore ha analizzato senza giri di parole l'affare che porta l'esterno in Premier League, ribaltando la narrazione di chi parla di occasione persa dai nerazzurri di Milano.

LA MAGIA DELL'ATALANTA - Il primo applauso va alla società di Bergamo, capace di trasformare in oro un giocatore reduce da un anno in prestito. Per Criscitiello il punto è semplice: «la bravura dei Percassi è che incassano 60 e passa milioni di euro per uno che non ha giocato neanche nell'Atalanta». Una plusvalenza quasi totale, costruita su un classe 2005 che a Bergamo, nell'ultima stagione, non aveva collezionato un solo minuto. Per il direttore non esiste definizione migliore: «questa è una magia», un'operazione che conferma i 62 milioni che il club orobico mette in cassa.

L'ERRORE EVITATO DALL'INTER - Sul fronte opposto, Criscitiello rovescia le critiche piovute sui nerazzurri. Per lui l'Inter non ha affatto dormito sul sorpasso: «l'Inter un errore ha fatto arrivare a 50». Il vero abbaglio, semmai, sarebbe stato chiudere a quella cifra, perché il valore reale del giocatore è un altro: «Palestra sarà il futuro del calcio italiano, ma Palestra non può valere 50 milioni», visto che «il valore oggettivo oggi è di un 38, 39, 40 milioni». Da qui il giudizio tranchant sull'eventuale spesa: «se tu lo paghi 50 l'hai strapagato, se tu lo paghi 62 sei incapace». Un'operazione che, ai numeri di Milano, sarebbe stata la seconda più costosa nella storia dell'Inter dopo Lukaku, e da cui i nerazzurri secondo lui escono paradossalmente salvati da chi ha messo sul piatto 12-13 milioni in più.

IL CHELSEA E LA FOLLIA DELLA PREMIER - Chi non si salva, nella lettura del direttore, è il club inglese. Criscitiello è caustico sulla scelta dei Blues di assicurarsi l'ennesimo laterale: «il Chelsea, che sono oggettivamente incapaci, vanno a prendere il terzo terzino». E quei 60 e passa milioni si spiegano solo con il contesto d'oltremanica, non con il mercato reale: «quella cifra ovviamente è dopata dalla follia della Premier».

LA DIFESA DEL GIOCATORE - Capitolo a parte per le polemiche rivolte a Palestra, reo per qualcuno di aver scelto la Premier invece di attendere l'Inter. Criscitiello le respinge con nettezza, parlando di un «linciaggio mediatico nei riguardi di Palestra» che definisce ingiustificabile: il ragazzo ha semplicemente accettato un salto di carriera e un ingaggio raddoppiato, come avrebbe fatto chiunque. Promosso anche il lavoro del suo entourage, abile nel portare in Premier sia lui sia un altro azzurro come Calafiori, moltiplicando gli stipendi dei propri assistiti.

LA BATTAGLIA SUL REINVESTIMENTO - L'unico vero rammarico, per il direttore, è di sistema. I soldi della Premier finiti nelle casse italiane dovrebbero restarci: la sua proposta è una regola che imponga ai club di reinvestire in patria almeno una fetta delle plusvalenze fatte con l'estero, «almeno il 15-20% sono tra virgolette obbligato a reinvestirlo nelle casse italiane». Far girare in Italia i capitali arrivati da Londra, insomma, per non limitarsi a esportare talenti.

Provocazioni a parte, il messaggio di Criscitiello è chiaro: l'Atalanta ha vinto la partita più difficile, quella del mercato in uscita, e ora ha il dovere di trasformare quel tesoro in nuovi colpi. La palla, come sempre a Bergamo, passa alla capacità di reinvestire.

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Sezione: Calciomercato / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 02:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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