Per la seconda volta in questo precampionato l'Atalanta di Maurizio Sarri ha vissuto due partite dentro una sola, e per la seconda volta l'uomo copertina si chiama Nicola Zalewski. Contro l'Athletic Club de Bilbao, alla New Balance Arena, lo spartito è cambiato dal giorno alla notte tra il primo e il secondo tempo: se ad Arezzo la scintilla era arrivata dalle urla del tecnico e da una sostituzione punitiva prima dell'intervallo, stavolta è stato l'esterno a voltare pagina in prima persona.
UNA PRIMA FRAZIONE SENZA RITMO - I quarantacinque minuti iniziali hanno restituito una squadra imprecisa e priva di velocità di esecuzione. Gianluca Gaetano è rimasto ai margini della costruzione, il palleggio è scivolato in orizzontale senza mai creare i presupposti per un'accelerazione. E sulle corsie Giacomo Raspadori, ancora una volta a sinistra come nel resto della preparazione, e il numero 59, insolitamente a destra, hanno confermato le proprie difficoltà nel superare l'avversario con uno strappo o un dribbling da fermo. Un quadro che spiega perché la società continui a cercare un esterno offensivo sul mercato.
IL PROBLEMA DEL PIEDE NON INVERTITO - C'è un dettaglio tecnico che ha complicato ulteriormente le cose: l'ex romanista non giocava a piede invertito, e la linea laterale si è trasformata in un difensore aggiuntivo nel chiudergli il destro. La casella occupata, del resto, è quella che spetterà a Charles De Ketelaere una volta smaltito il problema all'adduttore. Il triangolo con Odilon Kossounou è diventato il ritornello della frazione, senza però produrre sbocchi: troppo spesso il polacco si è ritrovato imbottigliato in un imbuto.
CINQUE AMICHEVOLI E MEZZO DI ESPERIMENTI - Il percorso estivo del giocatore racconta una ricerca continua: prima un tentativo di conversione a mezzala sinistra, ormai archiviato, poi l'impiego alternato sulle due fasce da esterno alto. Tra i tanti ruoli ricoperti in carriera — quinto a tutta fascia per intuizione di José Mourinho a Roma, interno nel 3-5-2 dell'Inter di Simone Inzaghi, trequartista sinistro nel 3-4-2-1 di Ivan Juric e Raffaele Palladino nella scorsa stagione nerazzurra — mancava proprio quello di esterno alto di destra. L'adattamento non è immediato e non lo sarà, come si è visto nella prima metà di gara.
TRENTAQUATTRO SECONDI PER RIBALTARE TUTTO - Al rientro dagli spogliatoi si è presentata un'altra squadra e un altro giocatore. Stesso undici del fischio d'inizio, ma indicazioni e tempi di gioco evidentemente corretti dall'allenatore nell'intervallo, con effetto immediato. Il gol è arrivato dopo trentaquattro secondi: decisivo l'inserimento senza palla di Raoul Bellanova, che ha liberato il polacco dalla marcatura di Berchiche, con il primo palo lasciato colpevolmente scoperto da Unai Simon. Più che la rete in sé, però, è stato quel mancino a dare finalmente sapore a una squadra fino a quel momento piuttosto sciapa.
NOVANTA MINUTI PER IMPARARE - Non sembra casuale nemmeno la scelta dello staff di lasciarlo in campo per l'intera durata dell'incontro – come analizza L'Eco di Bergamo –: quale momento migliore dell'entusiasmo di essersi ritrovato uomo partita per accumulare ripetizioni in una posizione fino a ieri inesplorata? Un investimento sul futuro prossimo, tanto più che Zalewski è finito nelle ultime ore anche nei radar del Milan.
Due volti in una sera sola, come già accaduto contro l'Arezzo. Con l'esordio ufficiale alle porte, però, servirà cominciare a mostrarne uno soltanto: quello del secondo tempo. E in quel reparto, dove l'infortunio di Sulemana ha ridotto le alternative, ogni conferma pesa doppio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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