Il calcio sa essere spietato, e ad Amsterdam lo ha ricordato all'Atalanta. Due estati fa i nerazzurri avevano sondato il Genk per Tolu Arokodare, senza affondare il colpo; quattordici mesi più tardi se lo sono ritrovati di fronte, e in mezz'ora l'attaccante ha deciso la partita con un gol e l'assist per il raddoppio. Finisce 2-0 per l'Ajax, un risultato che complica il cammino della Dea in Conference League e pesa su una squadra reduce da cinque sconfitte nelle ultime sette partite.

L'AJAX DI MÍCHEL - I padroni di casa hanno meritato. Maurizio Sarri lo aveva previsto alla vigilia, sottolineando la qualità della manovra avversaria: «Mi ha colpito, sono bravi nel palleggio, nelle combinazioni». La squadra di Míchel ha aggredito alto per recuperare palla e ha saputo uscire dalla pressione con pulizia, gestendo il possesso per il 59% del tempo e costringendo i nerazzurri a inseguire. Nel primo tempo il rebus principale è stato la catena sinistra formata da Wijndal e Gloukh, con il primo a variare continuamente posizione e il secondo a muoversi di conseguenza, creando superiorità. Nella ripresa, però, Gloukh si è spento e Míchel lo ha sostituito dopo un quarto d'ora: proprio dai cambi è arrivata la svolta, con Arokodare e Ouazane decisivi, mentre gli ingressi nerazzurri di Krstović, Pasalic e Jonathan Rowe non hanno cambiato l'inerzia.

I GOL DI AROKODARE E OUAZANE - Il vantaggio olandese nasce da un lancio dalle retrovie di Youri Baas. Sul pallone si avventa Relja Obrić, al debutto europeo, che parte in anticipo ma non può reggere l'impatto fisico con un avversario ben più pesante: Arokodare lo sovrasta, resta in piedi e batte Marco Carnesecchi di piatto. Il raddoppio arriva ancora da un rinvio lungo, questa volta del portiere Ter Stegen: l'attaccante nigeriano protegge e serve Ouazane, che punta Raoul Bellanova, lo supera e infila il pallone sotto l'incrocio. Un gol di rara bellezza per un ragazzo nato nel gennaio 2009, che insieme ad Arokodare era stato il più applaudito dal pubblico della Johan Cruijff Arena – racconta La Gazzetta dello Sport – già al momento della lettura delle formazioni.

UNA DEA IN SOFFERENZA - Ordinata in fase difensiva ma spesso in affanno nel ritmo, l'Atalanta ha concesso numerose occasioni, soprattutto nel primo tempo. Al 5' una conclusione di Lucas Rosa, deviata da Gaetano, ha colpito il palo; poi le chance si sono susseguite con Klaassen, Gloukh in più occasioni, Mokio e Marcos Leonardo, che al 31' ha sprecato un contropiede perfetto calciando fuori. Carnesecchi ha tenuto a galla i suoi anche a inizio ripresa, prima che i gol arrivassero, paradossalmente, proprio quando i nerazzurri sembravano aver raffreddato la partita.

LE TRE OCCASIONI NERAZZURRE - I rimpianti, per Sarri, sono limitati, tra un'infermeria affollata e un avversario in grande serata. Le opportunità vere sono state tre: un piatto di Gianluca Scamacca dal centro dell'area al 14', una ripartenza nel recupero del primo tempo sciupata da un sinistro impreciso di Gianluca Gaetano e, poco prima del vantaggio olandese, un'accelerazione di Rowe conclusa male da Nicola Zalewski. Resta il dubbio su un contatto in area tra Davy Klaassen e lo stesso Zalewski: l'arbitro Nobre ha indicato di aver visto il pallone, ma le immagini non hanno chiarito l'episodio.

VERSO IL FROSINONE - Ora la Dea deve rialzarsi in fretta. Il Frosinone di Massimiliano Alvini ha preparato con calma la sfida di domenica, mentre i nerazzurri sono atterrati in Italia alle 2.10 di notte e avranno appena due giorni per recuperare energie e trovare soluzioni offensive, dopo una serata complicata per Scamacca e Charles De Ketelaere, non nuovi a prestazioni sottotono. Un passo falso che rende più tortuoso il cammino europeo della Dea nella League Phase.

Amsterdam lascia una lezione e un rimpianto: l'attaccante che poteva essere nerazzurro ha punito proprio l'Atalanta.

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© foto di atalanta.it
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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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