Per ottantasei minuti l'Atalanta di Amsterdam aveva retto senza concedere gol, con la beffa di Amsterdam ancora lontana. Poi un lancio lungo ha cambiato tutto. Vale la pena rileggere quell'azione, perché contiene la lezione tattica della serata.

L'AZIONE - Pallone alto verso Arokodare, l'attaccante nigeriano entrato nella ripresa. Il duello aereo è con Obrić, che perde il contrasto fisico; l'olandese si ritrova solo davanti a Carnesecchi e segna. Sei minuti dopo, su un rinvio lungo di Ter Stegen lavorato ancora da Arokodare, Ouazane punta Bellanova e chiude il 2-0.

LA COPERTURA - Sarri ha letto l'episodio con precisione: il ragazzo non doveva restare senza copertura contro un avversario a cui concede chili e centimetri. È il punto: in una difesa a quattro con il baricentro alto, il centrale che va al duello aereo deve avere il compagno in copertura preventiva, pronto sulla seconda palla. Nel momento del lancio Kristensen e i terzini erano alti, e dietro al duello non c'era nessuno.

IL CONTESTO - Obrić, al secondo esordio pesante in cinque giorni dopo Obrić dal rigore di San Siro alla prova dell'Ajax, ha giocato una partita ordinata fino a quel momento. Il problema è di sistema: una squadra che pressa alta e che, al minuto ottantasette, non ha più le gambe per restare corta, lascia i suoi centrali in campo aperto.

LA LEZIONE - Con Scalvini, Hien, Kossounou e Kolašinac fuori, il reparto non ha un giocatore in grado di vincere quel duello da solo. Fino al loro rientro, la copertura deve essere collettiva: una linea più bassa nei finali, un mediano che scala, un terzino che chiude. È il lavoro della settimana verso il Frosinone.

Un lancio, un duello perso e nessuno dietro: il gol di Arokodare spiega in dieci secondi cosa manca alla difesa d'emergenza della Dea.

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Sezione: Champions League / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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