Una caduta amara, maturata quando il pareggio sembrava ormai in tasca: alla Johan Cruijff ArenA l'Ajax batte 2-0 l'Atalanta, decidendo la sfida con Arokodare all'87' e Ouazane al 90'+3. Per lunghi tratti la Dea ha resistito grazie a un Carnesecchi superlativo, ma i numeri raccontano con chiarezza la superiorità olandese — ventuno tiri a quattordici, sette nello specchio contro uno solo — e alla fine il conto è arrivato. Davanti a circa cinquantamila spettatori, di cui 2.229 bergamaschi, è il primo stop nella League Phase di Conference League.

UN PRIMO TEMPO DI RESISTENZA - L'avvio è promettente, con la Dea che prova a imporre il ritmo e Scamacca che svetta tre volte di testa sui corner di Zalewski senza trovare la porta. Al 6', però, l'Ajax colpisce un palo con la conclusione di Rosa deviata da Gaetano, e al 16' si vede annullare per fuorigioco la rete di Mokio. Da lì i lancieri prendono il controllo del palleggio e schiacciano i nerazzurri nella propria metà campo: Carnesecchi si oppone a Mokio al 28', a Gloukh al 33' e al 42', mentre al 31' Marcos Leonardo, lanciato in campo aperto, strozza troppo il tiro e manda a lato. Al riposo è 0-0, un risultato che vale oro.

LA RIPRESA E LE OCCASIONI DELLA DEA - Il secondo tempo si apre con l'Ajax subito pericoloso: al 48' Carnesecchi respinge d'istinto la traiettoria insidiosa di Brandt, al 50' lo stesso esterno sfiora il palo di testa, al 54' il portiere nerazzurro dice ancora no a Rosa, imbeccato da una giocata d'alta scuola di Marcos Leonardo. L'Atalanta prova a rispondere e costruisce le sue occasioni migliori: al 50' Zalewski calcia di poco a lato dalla distanza, al 56' Scamacca spizza di testa per l'inserimento dello stesso esterno, anticipato da Rosa. Al 59' arriva la chance più nitida: Scamacca calcia a botta sicura e trova il muro di un difensore, sulla palla vagante Kristensen strozza troppo la conclusione e la spedisce a lato a portiere battuto.

I CAMBI E IL BRIVIDO - Sarri prova a cambiare volto alla squadra: al 62' Samardžić rileva De Ketelaere, al 72' Krstović prende il posto di Scamacca, all'80' entrano Pašalić e Rowe per Gaetano ed Elmas. Il nuovo entrato vivacizza la manovra — all'81' prova due volte il cross a giro, all'82' crea il corridoio per Zalewski, che impatta male e non inquadra lo specchio — ma l'Ajax resta più pericoloso. Al 76' Arokodare, entrato al 66', si ritrova a tu per tu con la porta in posizione favorevole e spedisce altissimo: un errore che sembrava destinato a pesare sul risultato finale.

LA SPALLATA CHE DECIDE - E invece, all'87', lo stesso attaccante si prende la rivincita. Su un lancio profondo dalle retrovie, Obrić prova a contendere il pallone ma la torre olandese fa valere centimetri e forza fisica, spostandolo con una spallata regolare. Arokodare si invola a campo aperto e, a tu per tu con Carnesecchi, lo trafigge con freddezza in uscita. Un duello perso nel momento più delicato, in cui l'inesperienza del giovane difensore nerazzurro si è fatta sentire: una lettura del corpo a corpo che a questi livelli non perdona.

IL RADDOPPIO NEL RECUPERO - La Dea prova a reagire, ma il colpo è troppo pesante. Al 90'+2 arriva il sigillo: il giovane Ouazane riceve sulla trequarti, penetra in area dalla sinistra superando Bellanova e da posizione defilata scarica un tiro potente sul primo palo che si infila sotto la traversa. Prima del fischio finale il giallo a ter Stegen per perdita di tempo, poi la festa dei lancieri.

COSA RESTA DI AMSTERDAM - La sconfitta lascia l'Atalanta a tre punti dopo due giornate di Conference League, con la sensazione di una squadra che ha retto a lungo ma ha concesso troppo, soprattutto nella fase di non possesso. Il dato dei tiri nello specchio — uno solo in novanta minuti — fotografa una manovra offensiva ancora poco incisiva, mentre la difesa, già colpita dalle assenze, ha pagato a caro prezzo l'unico duello perso nel finale. La continuità all'interno della partita, il tema che Sarri aveva posto alla vigilia, resta il nodo principale da sciogliere.

Il cammino europeo resta comunque aperto, con sei giornate ancora da giocare. Sei anni dopo l'ultimo confronto con i lancieri, la Dea torna da Amsterdam con una lezione da mandare a memoria: l'undici scelto per la notte olandese ha resistito a lungo, ma in Europa basta un attimo per vanificare un'intera serata di sacrificio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 22:59
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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