Ajax-Atalanta consegna ai nerazzurri una sconfitta che pesa più del 2-0 maturato nel finale. Gli olandesi non sono più la potenza di un tempo, ma la Dea è lontana dalla squadra che fino a poco fa faceva paura all'Europa: e così il viaggio di ritorno da Amsterdam porta con sé tutte le incertezze di un avvio di stagione deludente, se non qualcuna in più. Per gli uomini di Maurizio Sarri la parola giusta è crisi, e le settimane scorrono senza che arrivi la svolta.

I PERCASSI IN CAMPO - La serata si era aperta con un gesto d'altri tempi. Prima del fischio d'inizio Antonio Percassi è sceso sul terreno di gioco insieme ai figli Luca Percassi e Matteo Percassi per salutare e ringraziare i sostenitori arrivati in Olanda. Dal settore ospiti si è alzato un coro compatto per il presidente, e il pensiero di molti è volato alla notte di Dublino. Questa volta, però, il finale sarebbe stato tutt'altro che da ricordare.

AGNELLI IN TRIBUNA - La presenza più inattesa, però, era in tribuna d'onore. Tra gli spettatori c'era Andrea Agnelli, l'ex presidente bianconero che a suo tempo aveva sollevato più di un dubbio sulla partecipazione dell'Atalanta alla Champions League 2019-20, la prima di una lunga serie di qualificazioni rivelatesi decisive per la crescita del club bergamasco. Oggi vive ad Amsterdam, dove gestisce il suo fondo d'investimento con sede nei Paesi Bassi, e ha assistito alla gara seduto fra Steve Pagliuca, in dolcevita bianco, e Luca Percassi.

IL TIMORE DOPO SPALATO - Alla vigilia c'era un precedente a tenere alta l'attenzione. Appena una settimana prima, a Spalato, gli ultras dell'F-Side avevano perso il proprio striscione da trasferta, sottratto dalla Torcida dell'Hajduk, e si temeva che i tifosi di Amsterdam cercassero la rivincita alla prima occasione. Il popolo nerazzurro, che di solito non arretra di un passo, sembrava pronto all'eventualità, ma l'organizzazione ha evitato qualsiasi contatto rilevante: gli olandesi si sono radunati in massa alle spalle del proprio settore, lato stazione di Bijlmer, mentre i bergamaschi sono stati fatti scendere alla fermata precedente della metropolitana e scortati direttamente fino al secondo anello.

IL CUORE DEI 2.229 - Lassù, in un settore gremito, campeggiava lo striscione «trasferte libere». I 2.229 tifosi atalantini hanno fatto sentire la loro voce pur in netta inferiorità numerica, approfittando di un'occasione rara: nessuna restrizione, a differenza delle limitazioni che accompagnano da tempo le partite di campionato. Del resto, anche per la trasferta di Firenze di giovedì, in notturna infrasettimanale alle 20.45, servirà la tessera, con la prospettiva di un settore semideserto. Sul fronte opposto, l'accoglienza dell'F-Side è stata scenografica, con una croce di San Giorgio composta da cartoncini colorati sui due anelli e la scritta «Amsterdam» al centro, ma il sostegno vocale dei padroni di casa si è rivelato intermittente: e nei lunghi vuoti si sono infilati i cori bergamaschi.

IL MURALE DELLA CRUIJFF ARENA - Lo sfondo resta quello di un impianto magnifico – sottolinea L'Eco di Bergamo –. Dietro la porta della curva di casa, dove non ci sono striscioni, domina il grande murale degli ultras: lo skyline della città, lo stemma fra due leoni rampanti, una coppia di mastini a custodire il volto dell'eroe omerico, un giovane con il cappuccio calato e l'immancabile tributo a Johan Cruijff, ritratto con il suo numero 14. Proprio in quella porta, nel 2020, Luis Muriel aveva firmato il gol che, a stadio vuoto per le restrizioni della pandemia, aveva dato agli orobici il vantaggio negli scontri diretti. Fino all'altra sera: i palmares restano lontanissimi, ma sul campo le due squadre si equivalgono.

IL COLPO DI AROKODARE - A spezzare l'equilibrio è stato un uomo arrivato dalla panchina: Toluwalase Arokodare, per tutti Tolu, centravanti dalla stazza imponente che la stessa Atalanta aveva sondato la scorsa stagione. Capocannoniere del campionato belga con il Genk nel 2024-25, da allora aveva smarrito la via della rete. L'ha ritrovata proprio nella notte peggiore per la Dea, firmando l'inizio di una caduta amara arrivata quando il pareggio sembrava ormai acquisito.

Una cornice da grande calcio, un epilogo da dimenticare: Amsterdam lascia alla Dea soltanto domande.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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