Il gol che ha chiuso Ajax-Atalanta porta la firma di un ragazzo nato nel 2009. Abdellah Ouazane, diciassette anni, prodotto del settore giovanile dell'Ajax, è entrato nella ripresa e al terzo minuto di recupero ha puntato Bellanova, ha incrociato il sinistro e ha colpito la traversa interna prima che il pallone entrasse. Un gol da veterano, firmato da un ragazzo che gioca la sua prima stagione tra i grandi.

IL GESTO - L'azione nasce da un rinvio lungo di Ter Stegen, lavorato da Arokodare, l'uomo del vantaggio, e rifinito dal giovane sulla sinistra. Le pagelle olandesi lo hanno definito il pupillo del tecnico, e la Johan Cruijff ArenA lo ha salutato come si saluta un nome che conta già.

LA SCUOLA - De Toekomst, il centro sportivo dell'Ajax, è da decenni il modello di riferimento per i settori giovanili europei. Produce giocatori per la prima squadra con un metodo che a Bergamo si conosce bene: lo stesso che ha portato Obrić dal Partizan alla Serie A, e che ha dato alla Dea i nazionali giovanili come Steffanoni.

IL CONFRONTO - Giovedì le due scuole si sono guardate negli occhi: da una parte il ventenne Obrić titolare al centro della difesa, dall'altra il diciassettenne Ouazane a decidere dalla panchina. L'esame che la Dea aveva portato ad Amsterdam, come raccontato ne la Dea ad Amsterdam come esame per il vivaio, lo ha superato con più lode il vivaio di casa.

IL SENSO - Non è una consolazione, è un promemoria: i club che investono sui ragazzi li vedono decidere le partite, prima o poi. Giovedì è toccato a un olandese di diciassette anni. A Bergamo la fila è lunga.

Un sinistro a diciassette anni per chiudere una notte europea: Ouazane è il volto del vivaio che ha battuto la Dea, e un'idea che la Dea condivide.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'avversario / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture