Domenica 25 ottobre, alle 15, la New Balance Arena ospiterà Atalanta-Frosinone, una sfida che mette di fronte due squadre protagoniste di un avvio di campionato decisamente diverso dalle aspettative. Da una parte la Dea di Maurizio Sarri, chiamata a reagire dopo le sconfitte contro Milan e Ajax e a risalire una classifica che la vede alle spalle dei giallazzurri. Dall'altra la neopromossa di Massimiliano Alvini, una delle grandi sorprese di questa Serie A, capace di conquistare 13 punti nelle prime sette giornate e di entusiasmare una piazza intera.
Per analizzare il momento delle due formazioni, i protagonisti più attesi e le possibili chiavi tattiche della partita, TuttoAtalanta.com ha intervistato in esclusiva Francesco Cenci, giornalista di Tuttofrosinone.com. Dall'identità offensiva dei giallazzurri alla crescita dell'ex nerazzurro Giorgio Cittadini, fino alle difficoltà dell'Atalanta e al futuro del progetto Sarri: ecco la sua analisi alla vigilia della sfida di Bergamo.
Francesco, il Frosinone è senza dubbio una delle grandi sorprese di quest'avvio di campionato. Come arriva la squadra di Alvini alla sfida di Bergamo e che clima si respira nell'ambiente giallazzurro?
«Il Frosinone arriva a Bergamo sulle ali dell'entusiasmo, forte di un inizio di stagione sorprendente, che lo vede stabilmente tra le primissime posizioni della classifica. C'è un grandissimo entusiasmo in città, forse mai raggiunto a questi livelli. È un avvio straordinariamente positivo, oltre ogni più rosea aspettativa. Anche nel 2023-24, con Di Francesco, il Frosinone era partito abbastanza bene, ma non aveva mai raggiunto questi numeri. È una squadra che sta regalando grandissimo entusiasmo, sia per i risultati sia per quello che riesce a mostrare in campo».
Il Frosinone sta mostrando un'identità di gioco ben precisa, con una proposta offensiva interessante e una squadra capace di esprimersi con personalità. Quanto c'è di Massimiliano Alvini in questo rendimento e quali ritieni siano i principali punti di forza della sua formazione?
«I segreti di quest'avvio avvincente sono una precisa identità di gioco, un pressing feroce e una verticalità immediata dell'azione, che ha più volte trafitto le difese avversarie. Fin qui è stato un vero e proprio capolavoro firmato Massimiliano Alvini. Sulle ali dell'entusiasmo, dopo lo straordinario e storico campionato disputato nella passata stagione, questo Frosinone continua a stupire, a giocare un calcio propositivo, a divertire la gente e a riempire gli spalti dello Stirpe. Oltre ai numeri e alla qualità della proposta tattica, colpisce l'incredibile alchimia nata tra la squadra, la guida tecnica e la piazza. Una simbiosi perfetta che rispecchia l'anima combattente, orgogliosa e passionale del popolo di Frosinone, che si riconosce totalmente nell'atteggiamento dei suoi ragazzi».
Il reparto offensivo sta offrendo prestazioni importanti, con Antonio Raimondo grande protagonista di quest'avvio di stagione. Quali sono i giocatori che l'Atalanta dovrà temere maggiormente e chi potrebbe fare la differenza domenica?
«L'ago della bilancia della sfida di domenica, in chiave giallazzurra, potrebbe essere Giacomo Calò. Il regista del Frosinone ha dimostrato di avere il piede caldissimo, essendo già a quota due gol in stagione, di cui uno proprio nell'ultimo 4-2 contro il Sassuolo. È fondamentale sia in fase d'impostazione che nella gestione dei calci piazzati. Se l'Atalanta dovesse concedere punizioni dal limite o lasciare troppo spazio alle sue sventagliate per gli esterni, Ghedjemis e Kvernadze, credo che il numero 14 giallazzurro potrebbe essere tra gli uomini più incisivi della formazione di Alvini».
Guardando invece all'Atalanta, quale ritieni sia il suo principale punto di forza e quali le difficoltà che il Frosinone potrebbe cercare di sfruttare?
«Il principale punto di forza dell'Atalanta, al quale il Frosinone dovrà prestare maggiore attenzione, sta nella qualità e nell'imprevedibilità offensiva della Dea sulle fasce, dove l'abilità nell'uno contro uno e le accelerazioni di giocatori come Charles De Ketelaere e Jonathan Rowe possono scardinare qualsiasi difesa. Il sistema di gioco genera costanti sovraccarichi laterali e inserimenti che mettono in grande difficoltà i terzini avversari se lasciati senza raddoppi. Credo che Alvini stia rivolgendo proprio a quest'aspetto le sue maggiori attenzioni in chiave difensiva».
Tra i giocatori a disposizione di Sarri, chi temi maggiormente?
«Nonostante una pesante emergenza in difesa, credo che i nerazzurri vantino bocche da fuoco temibilissime. I giallazzurri di Massimiliano Alvini dovranno riservare una marcatura speciale e la massima concentrazione soprattutto su tre elementi del calibro di Charles De Ketelaere, Nikola Krstović e Lazar Samardžić».
L'Atalanta arriva da due sconfitte consecutive, contro Milan e Ajax, ed è chiamata a una reazione davanti al proprio pubblico. Pensi che questa situazione possa rappresentare un'insidia ulteriore per il Frosinone?
«Credo che l'insidia per il Frosinone si sviluppi su due fronti principali: l'impatto psicologico e l'intensità iniziale. L'Atalanta cercherà probabilmente di aggredire la partita fin dai primissimi minuti, per sbloccarla, scacciare i fantasmi legati al morale basso e incanalare la sfida sui binari giusti. Il Frosinone dovrà essere bravo a reggere l'urto iniziale per poi sviluppare le proprie trame di gioco. Se i giallazzurri riusciranno a difendersi con ordine e a mantenere il punteggio in equilibrio, la fretta di dover vincere a tutti i costi potrebbe far subentrare ansia e frustrazione tra i nerazzurri, aprendo spazi invitanti per le ripartenze».
Domenica sarà una partita particolare per Giorgio Cittadini, cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta e ancora di proprietà nerazzurra. Come giudichi il suo percorso di crescita a Frosinone e quanto è diventato importante negli equilibri difensivi della squadra di Alvini?
«Giorgio Cittadini è uno dei giocatori più attesi nella gara della New Balance Arena. Il difensore classe 2002 si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella retroguardia giallazzurra, confermandosi uno degli elementi più affidabili della formazione di Alvini. Ha avuto fin qui un elevatissimo rendimento nei duelli individuali: 47 vinti, pari al 70,1%, mentre nel gioco aereo ha avuto la meglio in 19 occasioni, con una percentuale del 67,9%. Statistiche che certificano la crescita di un giocatore sempre più determinante. Per l'ex di turno, reduce da stagioni condizionate dagli infortuni e dalla mancanza di continuità, quella che sta vivendo a Frosinone è una vera e propria rinascita».
Passando alle possibili scelte di formazione, ci sono giocatori indisponibili o situazioni ancora da valutare in casa Frosinone? Ti aspetti che Alvini confermi l'undici che ha battuto il Sassuolo?
«C'è qualche dubbio di formazione tra le fila giallazzurre. Se tra i pali è confermatissimo Lorenzo Palmisani, in difesa dovrebbe rivedersi Gabriele Calvani al posto di uno tra Ilario Monterisi e Giorgio Cittadini, con Oyono a destra e Bracaglia a sinistra. In mediana Cichella cerca spazio, ma al momento Masini e Calò sono in vantaggio per una maglia da titolare. Il tridente alle spalle di Raimondo sarà composto da Ghedjemis, Schmid e Kvernadze».
Spostando l'attenzione sull'Atalanta, che giudizio dai a quest'avvio di stagione della squadra di Maurizio Sarri? Ti aspettavi tutte queste difficoltà e ti sorprende vedere i nerazzurri così indietro in classifica, alle spalle del Frosinone?
«L'avvio di stagione dell'Atalanta sotto la guida di Maurizio Sarri merita un giudizio insufficiente, ma con le dovute attenuanti strategiche. Vedere la Dea all'undicesimo posto con 9 punti dopo sette giornate, alle spalle di una sorpresa come il Frosinone, sesto a quota 13, genera un certo impatto e mi ha sorpreso, ma le difficoltà riscontrate sul campo erano ampiamente prevedibili. Il passaggio dallo storico sistema di marcature a uomo a tutto campo della precedente gestione ai rigidi e sincronizzati meccanismi della linea a quattro di Sarri rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e tattica. Penso, però, che i problemi emersi finora non siano dovuti a una mancanza d'impegno, ma a precise ragioni strutturali e contingenti, non ultima la lunga serie d'infortuni che sta attanagliando la formazione bergamasca».
In quale posizione pensi che l'Atalanta possa chiudere la stagione?
«In questi ultimi anni l'Atalanta ha abituato i propri sostenitori a stare stabilmente nelle coppe europee. Il campionato è appena agli inizi e la Serie A insegna che la stagione è lunga e piena d'insidie. Penso che la Dea abbia tutte le carte in regola per finire questo campionato tra le prime sei posizioni. Credo che i valori delle squadre e le gerarchie, alla lunga, verranno fuori».
Per concludere, che tipo di partita ti aspetti alla New Balance Arena?
«Mi aspetto un match aperto. Il Frosinone potrebbe puntare su un atteggiamento compatto, cercando di limitare gli spazi centrali e sfruttare le ripartenze. L'Atalanta, obbligata a fare risultato, cercherà invece di fare la partita. Penso che Sarri si possa giocare gran parte della credibilità del suo progetto tecnico in questa gara».
Domenica alla New Balance Arena non ci saranno in palio soltanto tre punti. Per il Frosinone sarà l'occasione di confermare un avvio di stagione che sta sorprendendo l'intera Serie A e di dimostrare di poter competere anche su un campo difficile come quello di Bergamo. Per l'Atalanta, invece, c'è la necessità d'interrompere la serie negativa, ritrovare fiducia e dare risposte concrete dopo le ultime delusioni. La squadra di Alvini arriva con l'entusiasmo di chi ha poco da perdere e molto da dimostrare. Quella di Sarri con la pressione di chi non può più permettersi di sbagliare. Due stati d'animo opposti, destinati a incrociarsi in novanta minuti che potrebbero pesare ben oltre il risultato finale.
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