Il trasferimento di Alessio Romagnoli all'Al Sadd si è arenato un'altra volta, esattamente come accaduto lo scorso gennaio, quando il difensore aveva già salutato i tifosi prima di essere costretto a tornare sui propri passi. Un'operazione che sembrava destinata a perfezionarsi senza intoppi nel corso dell'estate rischia invece di sgretolarsi di nuovo: la sensazione, anzi, è che sia già naufragata, pur con un piccolo spiraglio ancora aperto.

IL RIPENSAMENTO QATARIOTA - Se in inverno a far saltare tutto era stato il veto di Sarri, con Lotito ad avallarne la linea prima del tentativo fallito di riaprire la pista nell'ultimo giorno di mercato, stavolta il freno arriva da Doha. L'intesa era stata trovata e sottoscritta su una base di tre milioni per il cartellino, con un triennale da sei milioni a stagione per il giocatore. Restavano soltanto le visite mediche e l'annuncio ufficiale. Ma la convocazione per gli esami, più volte data per imminente, non è mai arrivata: tra le ipotesi circolate figurano modifiche regolamentari della federazione qatariota e ragioni di natura tecnica.

GLI SCENARI PER LA LAZIO - Il difensore, intanto, si allena da solo a Roma in attesa di una chiamata che non giunge, con l'entourage che considerava ormai esaurito il tempo utile per sbloccare la vicenda. Se l'affare dovesse tramontare del tutto, Romagnoli dovrà rientrare al lavoro con i biancocelesti, cui è legato fino al 2027, pur avendo dichiarato conclusa la propria esperienza in maglia laziale. Per il club il conto è salato: circa otto milioni tra il cartellino e il mancato risparmio sull'ingaggio. E il mercato in entrata resta congelato, con l'obiettivo Dominguez complicato e l'alternativa Comuzzo appesa proprio all'esito della vicenda.

PINAMONTI IN POLE PER L'ATTACCO - Sul fronte offensivo, invece, i biancocelesti continuano a muoversi. I riscontri dell'avvio di ritiro e del test contro la Primavera hanno certificato la necessità di un centravanti, e in cima alla lista è balzato Andrea Pinamonti. Previsti nuovi contatti per impostare l'operazione sulla formula del prestito con obbligo di riscatto, a fronte di una richiesta partita da quindici milioni. Si valuta anche Roberto Piccoli della Fiorentina, mentre in lista resta Kennedy del Fluminense, per il quale l'offerta iniziale da 8-9 milioni andrà ritoccata vista la concorrenza crescente. Prima di affondare, però, servirà cedere uno tra Boulaye Dia e Tijjani Noslin.

IL CASO BANDA A LECCE - Capitolo diverso, ma altrettanto spinoso, in casa Lecce. Lameck Banda avrebbe dovuto presentarsi in ritiro a Bad Loipersdorf, in Austria, ma nessuno lo ha visto: lo zambiano, dopo il matrimonio celebrato in patria, ha giustificato l'assenza con il protrarsi di imprecisate difficoltà logistiche e burocratiche, come già fatto giorni prima. Stavolta, però, la replica del club è stata dura – riporta La Gazzetta dello Sport – con una nota in cui la società annuncia approfondimenti sulle circostanze addotte, riservandosi iniziative anche sul piano disciplinare a tutela degli obblighi contrattuali in scadenza il 30 giugno 2027.

UN PROTAGONISTA DELLA SALVEZZA - Il paradosso è che l'esterno era stato tra gli artefici del finale di stagione che ha regalato ai salentini la storica quarta permanenza consecutiva in Serie A. Eusebio Di Francesco aveva puntato su di lui già dalla scorsa estate promettendogli il rilancio, e la risposta erano stati cinque gol in trentadue gare, con un rendimento cresciuto nelle partite pesanti. Poi la volontà di cambiare aria, manifestata da Lameck Banda, di fronte alla quale il club non si opporrebbe a una cessione, ma soltanto alle proprie condizioni. Il problema è che, al momento, offerte concrete non ce ne sono, mentre il gruppo giallorosso prosegue la preparazione senza di lui.

Due squadre, due nodi rimasti in sospeso. E un mercato che, per entrambe, resta ostaggio di situazioni che nessuno riesce a sbloccare.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Mer 22 luglio 2026 alle 09:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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