JUVENTUS-ATALANTA 2-0 (p.t. 1-0)
28' Conceiçao (J), 77' Bremer (J)
L'Atalanta esce sconfitta 2-0 dall'Allianz Stadium e arriva alla sosta con tre ko consecutivi in campionato, dopo quelli con Roma e Cagliari. A decidere sono il sinistro di Conceiçao al 28' e lo stacco di Bremer al 77', in una partita che le statistiche fotografano senza pietà: un solo tiro nello specchio in novanta minuti, a fronte del 52% di possesso palla. Il dato più severo del momento nerazzurro.
IL COPIONE DEL PRIMO TEMPO - Spalletti parte forte e per un quarto d'ora comanda: al 2' Kolo Muani impegna Carnesecchi in posizione irregolare, al 5' la diagonale di Scalvini chiude in corner il cross di Nico González, al 14' Celik rientra sul destro e cerca il secondo palo senza trovare la deviazione del centravanti. La Dea ragiona palla al piede ma trova pochissimi spazi contro una squadra che difende con dieci uomini dietro la linea. Al 21' il colpo di testa di Rowe, servito da De Ketelaere, è troppo debole per impensierire Vicario.
IL SECONDO PALO CHE COSTA CARO - Proprio quando il baricentro nerazzurro comincia ad alzarsi, arriva la punizione. Al 28' Alajbegović fa correre Celik, che mette un pallone perfetto sul secondo palo dove Conceiçao arriva totalmente indisturbato: sinistro a colpo sicuro e nulla da fare per Carnesecchi. Un gol che nasce sulla corsia sfruttata dai bianconeri per tutta la frazione, con la copertura nerazzurra in ritardo sul taglio. Al 31' la panchina ospite protesta per una caduta di Rowe su una trattenuta di Kalulu, ma Zufferli fa cenno di proseguire.
LA RIPRESA E LE OCCASIONI SPRECATE - Il secondo tempo si apre con la Juventus ancora pericolosa — al 47' Nico González svetta su corner senza impattare bene, al 54' serve una diagonale fondamentale di Bellanova per anticipare Conceiçao — ma la Dea trova finalmente due situazioni vere. Al 50' Rowe ruba il tempo a Kalulu e scarica un diagonale che costringe Vicario a distendersi; al 62', sugli sviluppi di un corner di Samardžić, Kristensen sale più in alto di tutti ma Kolo Muani salva sulla linea di porta. Sono i due momenti in cui la partita poteva cambiare, e in mezzo c'è il riflesso di Carnesecchi al 58' sul colpo di testa di McKennie.
IL RADDOPPIO CHE CHIUDE TUTTO - Sarri prova a cambiare con Raspadori, Gaetano e Scamacca, ma la scossa non arriva. Al 77', invece, i bianconeri chiudono i conti: corner calciato in maniera perfetta da Zhegrova e stacco imperioso del capitano di casa, in anticipo su Scalvini, con Raspadori che non riesce a rinviare. Ancora una palla inattiva, ancora un centrale lasciato libero di saltare: il difetto ricorrente di questo avvio di stagione.
NESSUNA REAZIONE NEL FINALE - Il dato dell'82' è impietoso: la Juventus gestisce il possesso tornando dietro da Vicario e la reazione dell'Atalanta semplicemente non c'è, con i nerazzurri poco aggressivi sul palleggio avversario. All'88' Carnesecchi deve respingere in uscita anche la conclusione di Kolo Muani dopo il dialogo con Woltemade. Dopo tre minuti di recupero, il triplice fischio consegna a Spalletti il ritorno al successo e a Sarri la terza battuta d'arresto consecutiva.
IL PUNTO PRIMA DELLA SOSTA - Sei punti in cinque giornate, tre sconfitte di fila e un'identità di gioco ancora in costruzione: il bilancio non concede attenuanti. Il problema non è il possesso — praticamente pari a quello bianconero — ma cosa ci si fa: un tiro nello specchio racconta una squadra che arriva in zona di rifinitura e lì si ferma. E dietro, i due gol subiti raccontano due letture sbagliate in situazioni ripetitive, con la difesa che continua a soffrire sulle palle alte e sui tagli alle spalle.
La sosta arriva nel momento più delicato, ma offre a Sarri due settimane per lavorare su ciò che finora non ha funzionato, con Kossounou e gli altri infortunati attesi al rientro. Il cantiere è aperto, ma il tempo per le attenuanti comincia a scarseggiare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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