Beppe Bergomi ha smontato pezzo per pezzo la prestazione della Juventus negli studi di Sky Sport al termine del successo per 2-0 sull'Atalanta. Il fulcro della sua analisi è la capacità dei bianconeri di modificare il proprio assetto senza perdere equilibrio: una caratteristica che, ricorda l'ex difensore, accompagna da sempre le squadre allenate dal tecnico toscano.
DUE VOLTI IN NOVANTA MINUTI - L'impostazione iniziale prevedeva una linea a tre, con l'esterno spagnolo più stretto e l'argentino incaricato di occupare la corsia. Nel corso della gara, però, il disegno è cambiato: si è passati a un 4-4-2 con il centrocampista statunitense alle spalle della punta. Il dettaglio che ha colpito il commentatore riguarda la reattività del gruppo: «mi sono sembrati pronti, insomma, anche a modificare velocemente le posizioni in campo». Segno che i principi dell'allenatore sono ormai assimilati.
L'IDEA INIZIALE: GIOCARE DENTRO - Secondo la ricostruzione dell'ex difensore, il piano di partenza puntava su un elemento sorpresa: «voleva sorprendere l'Atalanta con delle giocate dentro, per andare a trovare questi trequartisti dietro la punta». Un'impostazione pensata per sfruttare gli uomini di qualità tra le linee, in una sfida che si annunciava delicata sul piano tattico.
LA CORREZIONE DOPO L'AMMONIZIONE - Il passaggio chiave, però, arriva da un episodio: un paio di accelerazioni sulla fascia che hanno costretto il portoghese a commettere fallo, con conseguente cartellino giallo. Da lì la scelta di ricompattarsi: ritorno alla linea a quattro, il numero sette riportato sulla destra e l'argentino alzato. Una contromisura immediata a un pericolo individuato sul campo.
SOLIDITÀ E CONCRETEZZA - Il giudizio complessivo ricalca quello espresso dagli altri analisti: una formazione attenta e concentrata nella propria metà campo, che ha concesso pochissimo pur senza produrre una mole di gioco travolgente. «ha vinto con merito», ha sintetizzato, sottolineando come il vantaggio sia arrivato da una situazione di palla inattiva. Un dato che pesa anche in chiave nerazzurra, considerando quanto Maurizio Sarri lavori sulle palle ferme.
LA SPIEGAZIONE DEL CAMBIO - Infine un chiarimento sulla sostituzione del centravanti: una volta sbloccato il punteggio e con l'esigenza di attaccare in modo diverso lo spazio davanti, serviva un profilo dalle caratteristiche differenti. Il campo aperto, ha spiegato, richiede un altro tipo di interprete.
Una vittoria costruita sull'adattabilità più che sullo spettacolo. E per gli ex di giornata resta una serata da ricordare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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