JUVENTUS-ATALANTA 2-0 (p.t. 1-0)
28' Conceiçao (J), 77' Bremer (J)

Dopo il ko dell'Allianz Stadium, il 2-0 firmato da Conceiçao e Bremer che vale il terzo stop consecutivo in campionato, è toccato a Ederson presentarsi in conferenza stampa nel ruolo che gli compete, quello di capitano. Il centrocampista brasiliano ha affrontato senza giri di parole i temi della serata torinese: l'episodio del rigore non concesso e il ruolo del VAR, la fase offensiva ancora bloccata, la qualità di un reparto avanzato che lui non mette in discussione, la replica al proprio allenatore sul tema della personalità e il valore di una sosta che l'Atalanta dovrà sfruttare soprattutto sul piano mentale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Ederson, partiamo dall'episodio: cosa pensa della trattenuta su Rowe e del rigore non concesso?
«Buonasera. Sulla situazione dei rigori penso che noi, avendo oggi la tecnologia che è il VAR, non possiamo sbagliare. Potendo rivedere un'azione del genere, in cui uno tiene la maglia per due metri e poi comunque si sceglie di non dare il rigore, secondo me su questa cosa non possiamo sbagliare. L'arbitro dentro il campo ha dei momenti in cui l'azione è velocissima e non può vedere tutto, però avendo il VAR, secondo me, devono fare qualcosa di meglio».

La squadra si è vista solida e ordinata in certe fasi, ma ancora timida in attacco: è questa la sua sensazione?
«La nostra squadra ovviamente qualcosina di meglio l'ha fatta, solo che in questo momento è difficile pensare in modo positivo, perché veniamo da delle sconfitte. Dobbiamo cercare di lavorare e di sbloccarci un po' mentalmente a livello offensivo, perché lì dobbiamo fare qualcosina di meglio. Io per primo, poi abbiamo tanti giocatori di qualità, come De Ketelaere, Rowe, Samardžić: tutti quelli che giocano lì davanti hanno qualità».

Come si può sfruttare la sosta?
«Sicuramente adesso cercheremo di sfruttarla un po' per ricaricare mentalmente. Quelli che vanno in nazionale proveranno a vivere lì quel momento, poi, quando ci ritroveremo tutti insieme, lavoreremo su quello e anche a livello mentale, per sbloccarci e ritrovare fiducia offensiva».

Sarri ha detto che a questa squadra manca un po' la personalità: lei, che ne è il capitano, cosa ne pensa?
«Io non la vedo così. Penso che abbiamo tanti giocatori di personalità in avanti. Penso che abbiamo semplicemente iniziato a pensare troppo in fase difensiva e abbiamo messo tutto lì, lasciando un po' da parte la fase offensiva: ovviamente non si può fare tutto insieme. Quando cambi sistema, cambi allenatore, cambi tutto, è difficile fare tutto insieme, e qualcosina non riesci a farla. Qui ci sono giocatori forti, giocatori che hanno fatto cose importanti, quindi sicuramente abbiamo personalità».

Su cosa bisognerà lavorare, allora, alla ripresa?
«In questo momento dobbiamo sbloccarci a livello mentale e fare meglio, ovviamente, offensivamente, come dice il mister. Però secondo me la personalità l'abbiamo. Abbiamo cercato solo di fare quello che chiedeva il mister per adeguarci al nuovo sistema, e adesso, secondo me, possiamo fare qualcosina di meglio in avanti. È quello su cui c'è da lavorare dopo la sosta».

Fino al salvataggio sulla linea che vi ha negato l'1-1 sembravate poter puntare al pareggio: da quel momento è come se si fossero scaricate le batterie. Cosa è successo?
«Il calcio è strano: secondo me abbiamo preso due gol nel momento in cui stavamo meglio nella partita. Poi, dopo una situazione del genere, l'altra squadra alza un po' l'attenzione, perché ha rischiato di prendere gol. E avendo qui i tifosi che li spingono, è normale. Solo che noi dobbiamo pensare al nostro gioco, non possiamo abbatterci su queste cose. La cosa decisiva è stato il secondo gol: da lì è diventato molto duro rifare la partita, rimontarla. Certo, la situazione dei rigori poteva cambiare la gara, però non è stato il punto decisivo. Non abbiamo alibi: dobbiamo solo lavorare».

Che cosa può tenere insieme questo gruppo nel momento più difficile?
«Dobbiamo cercare di essere uniti in questo momento. Qui abbiamo un gruppo che ha già passato dei bei momenti, e nei momenti difficili siamo sempre riusciti a fare meglio, siamo sempre riusciti a rincorrere quando c'era da rincorrere: penso che non sarà diverso. Adesso è un momento nuovo per l'Atalanta e ci vuole un po' di pazienza da parte di tutti quanti per sbloccare questo nuovo gioco, questo nuovo sistema. Stiamo facendo meglio di quello che abbiamo fatto all'inizio e sicuramente faremo ancora di più. Siamo un gruppo unito, e quella è la base per fare le cose importanti. È un momento duro e difficile, quindi è arrivato il momento di fare le belle cose».

Un capitano che non scarica su nessuno e non cerca scorciatoie: Ederson prende le difese dei compagni anche quando il suo allenatore alza la voce, indica la strada nel lavoro e nell'unità e consegna alla sosta il compito di sciogliere il nodo mentale che sta frenando la fase offensiva della Dea.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 20:57
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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